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Lande desolate: le 'Circostanze imprevedibili' per l'aviosuperficie di Scalea

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COSENZA – 18 dic. - Il reato di falsità ideologica è quello contestato al primo capo di imputazione, a diversi indagati nell'operazione “Lande desolate”. La vicenda è legata alla struttura dell'aviosuperficie di Scalea. I nomi in primo piano sono quelli di: Giorgio Ottavio Barbieri, Vincenzo De Caro, Pasquale Latella, Francesco Tucci, Luigi Zinno.

I fatti contestati: in concorso morale e materiale tra loro e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poste in essere anche in tempi diversi. Giorgio Barbieri, legale rappresentante e socio unico della “Barbieri Costruzioni S.r.l.” e della “Ads Srl”, società di progetto concessionaria ed esecutrice dei lavori già affidati alla prima società, ritenuto dall'accusa determinatore e istigatore, nonché beneficiario finale della condotta criminosa. Francesco Tucci, in qualità direttore dei lavori dell'aviosuperficie di Scalea, quindi pubblico ufficiale e/o incaricato di un pubblico servizio, ritenuto istigatore nonché beneficiario anche in via mediata della condotta criminosa. Luigi Zinno, nella qualità di Dirigente del Settore 1 del Dipartimento Programmazione Nazionale e Comunitaria della Regione Calabria, e Vincenzo De Caro, in servizio presso lo stesso Dipartimento regionale, quale esperto incaricato dell’appalto-concessione di Scalea, anch’egli pubblico ufficiale e/o incaricato di pubblico servizio. Secondo l'accusa: “si adoperavano, colludendo con i primi due, per confezionare ad arte le condizioni legittimanti l’affidamento dei lavori complementari”.

Pasquale Latella, tecnico del Comune di Scalea, nella qualità di responsabile unico del procedimento, in rappresentanza della Stazione appaltante, quindi pubblico ufficiale, “colludendo con costoro e in attuazione del disegno criminoso, redigeva la nota n. 32797 del 28.10.2015, che provvedeva a trasmettere a Luigi Zinno, ove attestava falsamente la sussistenza di tutte le condizioni previste dalla normativa, come anche la conclusione dei lavori complementari entro il 30.11.2015, nonché un avanzamento di spesa per esecuzione dei lavori principali superiore al 60% dell’importo finanziato”. Secondo l'accusa, invece, “non sussistevano fattori e/o circostanze impreviste né imprevedibili che legittimassero l’affidamento di lavori per l’effetto complementari, stanti l’impossibilità tecnico- operativa di esaurire tali lavori al 30 novembre 2015 e un avanzamento di spesa non superiore al 42% circa”. Si contesta l’aggravante, a Giorgio Barbieri, di aver commesso il fatto al fine di agevolare le illecite attività consortili della cosca “Muto”, alla “bacinella della quale confluivano almeno in parte i proventi dell’azione illecita, della quale implementava così il potere economico e la capacità di controllo del territorio, vieppiù, tramite l’ingerenza nelle attività economiche apparentemente legali”.

LA DETERMINA A FIRMA DI LATELLA

Vincenzo De caro, Pasquale Latella e Francesco Tucci: sono accusati: “in concorso morale e materiale tra loro e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poste in essere anche in tempi diversi”, di aver prodotto la documentazione che avrebbe attestato falsamente la sussistenza di circostanze impreviste. Vincenzo De Caro, quale esperto in servizio presso il Dipartimento Programmazione nazionale e comunitaria della Regione Calabria incaricato dell’appalto-concessione di Scalea, quindi pubblico ufficiale e comunque incaricato di pubblico servizio; Pasquale Latella, nella qualità di Rup, in servizio presso il Comune di Scalea, quindi pubblico ufficiale; Francesco Tucci, in qualità direttore dei lavori di Scalea, quindi pubblico ufficiale e/o incaricato di un pubblico servizio. De Caro e Tucci, in collusione tra loro, avrebbero costruito “ad arte la circostanza imprevista onde giustificare l'affidamento di lavori complementari”. Tucci avrebbe redatto il parere/documento attestante la sussistenza delle condizioni di cui all'art. 147 codice appalti che De Caro avrebbe provveduto a rimaneggiare e confezionare;

Latella, in particolare, “quale esecutore materiale, in costante collusione con i predetti e in attuazione del disegno criminoso”, avrebbe recepito e fatte proprie nell’ambito della Determina di affidamento dei lavori a Barebieri n. 316 del 19 novembre 2015, le circostanze e/o fattori di imprevedibilità così come con i predetti concertati. Latella, infine, avrebbe attestato falsamente “nella parte motiva della Determina n. 316 la sussistenza della circostanza imprevista ai sensi dell'art. 147 D. Lgs. 163/2006, allorché di contro nessuna circostanza imprevista e/o imprevedibile esisteva, trattandosi, per tutti, di interventi ab initio programmati e/o programmabili, né v’era alcuna circostanza ‘imprevista’ sopravvenuta”. 

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