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Fuscaldo, versavano scarichi industriali in un torrente: impianto sequestrato

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FUSCALDO – 29 mar. - Alle prime luci dell’alba, i militari della compagnia carabinieri di Paola, Aliquota Radiomobile, coordinati dal capitano Giordano Tognoni, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo in un impianto industriale nell’area urbana del Comune di Fuscaldo. Struttura destinata all’effettuazione di trattamenti superficiali di ossidazione anodica, elettrocolorazione e verniciatura su profili in alluminio, produzione di accessori per serramenti, trasformazione e commercializzazione di sistemi in alluminio per architettura.

Il decreto, emesso dal Gip del Tribunale di Paola, a seguito di richiesta formulata dalla locale Procura della Repubblica, guidata dal Procuratore Pierpaolo Bruni, costantemente impegnata nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale, è stato notificato all’Amministratore unico e legale rappresentante della società preposta alla gestione dell'impianto industriale. Allo stato risulta indagato per il reato di scarico di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose.

Verso la fine del mese di dicembre 2018, i militari della compagnia carabinieri di Paola, Aliquota radiomobile, impegnati in mirate attività di prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale, avevano notato un tubo posticcio, in materiale plastico e di colore giallo, che, fuoriuscendo da uno dei capannoni del complesso industriale, correva lungo l’area parcheggio prospiciente per poi entrare nella vegetazione posta sull’argine di un vicino torrente.

Insospettiti dalla circostanza, i militari, essendo forte il sospetto che potessero essere in atto illecite operazioni di scarico di acque reflue industriali, procedevano all’individuazione dell’estremità della tubazione. Tale attività ha consentito di accertare che tramite il tubo, del diametro di circa 8,00 centimetri e della lunghezza complessiva di 55,00 metri, grazie all’azione di un’elettropompa industriale ad aspirazione, era in atto, in assenza delle previste autorizzazioni amministrative, lo sversamento nell’alveo del vicino torrente, a circa 200 metri dal punto di sbocco nel mare, di sostanza liquida incolore e dall’odore acre. La sostanza veniva attinta da una vasca del ciclo di lavorazione dell’impianto industriale posto in sequestro, della capacità di circa 10.000 litri complessivi, che al momento dell’accertamento risultava piena per circa la metà della propria capacità complessiva. Nell’immediatezza, i militari hanno quindi posto fine allo scarico della sostanza, ritenuto illecito, mediante disattivazione dell’alimentazione elettrica della pompa ad aspirazione collegata al tubo di scarico ed al contestuale sequestro d’urgenza del dispositivo.

L’esito delle successive analisi di laboratorio condotte sui prelievi e campionamenti eseguiti dall’Arpacal del Dipartimento Provinciale di Cosenza sul sito di interesse (area a valle in prossimità del tubo di scarico – punto di scarico dell’impianto di depurazione - la vasca del ciclo produttivo dello stabilimento) ha consentito di evidenziare il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione tra le 4 e le 6 volte, dei parametri Selenio ed Alluminio. Le analisi condotte sui campionamenti effettuati all’interno della vasca del ciclo produttivo dello stabilimento, hanno cristallizzato un pH molto acido, inferiore al minimo previsto, delle acque reflue oggetto di scarico.

Con riferimento al campione di prova prelevato a monte (a 35 metri circa) del tubo di scarico, non è emerso il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione.

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