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S. Maria del Cedro, incendio all'abitazione estiva di Scrivano, (Casil)

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SANTA MARIA DEL CEDRO – 30 mar. - In fiamme la residenza estiva del segretario generale della Casil, Franco Scrivano. Il fatto è accaduto lo scorso martedì in concomitanza con un evento luttuoso nelle vicinanze. I carabinieri hanno avviato le indagini per cercare di risalire agli autori.

L'incendio abbastanza violento e certamente di natura dolosa ha interessato il fabbricato all'interno di uno dei tanti parchi che costellano il territorio di Santa Maria del Cedro. Secondo quanto riferisce lo stesso Scrivano, i danni, ancora in corso di quantificazione, sarebbero ingenti. Il calore delle fiamme ha danneggiato la struttura muraria che, come è noto, in presenza di fonti di calore elevate può anche rischiare di perdere la consistenza della struttura portante. Danni anche alla superficie di calpestio. Si è rischiato di fare più danni per la presenza delle bombole cariche di gas che, fortunatamente, non hanno preso fuoco. Il fatto sarebbe avvenuto nella giornata dello scorso 26 marzo. I malviventi hanno probabilmente approfittato di un gravissimo lutto che ha colpito una famiglia che abita nelle vicinanze del fabbricato. La scoperta è stata fatta dal sindacalista della Casil, al termine del cordoglio, un duro e prematuro lutto che ha gettato nello sconforto l’intera comunità del cittadina.

Immediato l’intervento dei carabinieri. “La Casil – si legge nella nota - confida nell’opera meritoria dell’Arma dei carabinieri; così come plaude al comandante della stazione dei carabinieri di S.Maria del Cedro, maresciallo Giovanni Console, che nell’immediatezza ha avviato accurate indagini, protraendole fino a notte alta presso il comando, evidentemente per l’acquisizione dei primi dati utili. Appiccare il fuoco in un’abitazione dopo aver sfondato la porta d’ingresso e cosparso il locale con materiale infiammabile dev’essere classificato nei crimini più beceri che si conoscono. Perché il fatto avrebbe potuto causare anche la caduta dell’intero stabile dallo scoppio delle bombole di gas, e compiere una strage”. La Casil ha espresso solidarietà al suo segretario generale Franco Scrivano “per il duro attacco sferrato, che non lo scuoterà più di tanto nella sua opera meritoria che porta avanti da circa 60 anni”. “La lotta per la legalità – si legge in una nota - anche all’interno del parco dov’è situato l’appartamento del massimo dirigente nazionale della Casil, in uno stabile di 36 appartamenti con tre distinte scale, forse avrà contribuito acché qualche criminale scegliesse la strada incivile della viltà per consolidare la propria supremazia delinquenziale sul territorio contro chi ha fatto della legalità la scelta di vita. Ma tali individui della società sporca non hanno fatto bene i loro conti – si legge ancora nella nota - perché dal loro atteggiamento mafioso accrescerà l’attività della Casil e della sua dirigenza per l’affermazione della legalità, in tutti i settori della vita pubblica non escludendo perciò il territorio come quello dell’alto Tirreno cosentino”.

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