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Lamezia Terme, aste truccate in tribunale, 12 arresti e nove interdittive

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LAMEZIA TERME – 6 apr. - Questa mattina i militari del gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme hanno eseguito 21 ordinanze di custodia cautelare, di cui 1 in carcere, 11 agli arresti domiciliari e 9 interdittive. Effettuate 23 perquisizioni domiciliari e 10 locali nei confronti di soggetti residenti nei comuni di Lamezia Terme, Serrastretta, Soveria Mannelli, Gizzeria, Maida, Reggio Calabria e Palmi per i reati contro la pubblica amministrazione, tra i quali turbata libertà degli incanti, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, abuso d’ufficio, falsità idelogica commessa dal pubblico ufficiale, induzione indebita a dare o promettere utilità, e contro il patrimonio, tra i quali autoriciclaggio ed estorsione.

L’indagine si è incentrata su anomalie relative a numerose vendite giudiziarie nell’ordine di circa trenta aste pubbliche, che si sono tenute nel corso dell’anno 2018 presso il tribunale di Lamezia Terme ovvero presso l’associazione notarile ubicata all’interno dello stesso palazzo di giustizia, nell’ambito delle quali sono state rilevate turbative finalizzate a dirottare l’esito finale verso l’obiettivo prefissato dagli indagati.

L’attività investigativa svolta dalle Fiamme gialle di Lamezia Terme, sotto le direttive del procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, e del sostituto procuratore Giulia Maria Scavello, ha consentito di accertare l’esistenza di un sistema fraudolento che di fatto ha condizionato per oltre un decennio le vendite giudiziarie del comprensorio lametino.

Quale artefice di tale meccanismo illecito vi era Raffaele Calidonna, notorio soggetto lametino, il quale, in taluni casi partecipava personalmente e in altri si avvaleva di compiacenti collaboratori, tra cui avvocati e commercialisti, nonchè “ganci” interni al locale palazzo di giustizia, e dell’interposizione fittizia di un’agenzia d’affari e servizi costituita ad hoc ed intestata alla figlia. Difatti riusciva ad ottenere ribassi e/o preziose informazioni riservate relative alle aste giudiziarie dei suoi clienti, risultati il più delle volte debitori esecutati delle stesse. Allorquando le notizie non risultavano utili per il raggiungimento dello scopo, il Calidonna avvicinava gli altri offerenti, intimidendoli al fine di farli desistere adducendo vicinanze ed appartenenze a cosche locali. Sovente però stipulava preventivamente accordi con curatori, custodi e professionisti delegati alla vendita.

Le risultanze investigative hanno permesso di acquisire numerosi riscontri dei reati contestati dall'ufficio di Procura, consentendo di ritenere provata la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati, anche in considerazione delle condotte illecite perpetrate dagli stessi.  Gli accertamenti economico-patrimoniali delegati ed eseguiti dalla Guardia di finanza di Lamezia Terme hanno anche permesso di ricostruire l’effettiva capacità patrimoniale illecitamente accumulata nel corso degli anni da taluni degli indagati, per il complessivo valore di quasi quattro milioni di euro, pur dichiarando esigue posizioni reddituali, nonchè la pilotata aggiudicazione delle unità immobiliari, oggetto delle accertate turbative d’asta, del complessivo valore di quattro milioni e mezzo di euro.

Inoltre, è stata dimostrata, dalla predetta analitica attività d’indagine, la sussistenza del reato di autoriciclaggio per un ammontare di circa 270 mila euro, quale provento da attività delittuosa, in quanto il Calidonna e i suoi prestanomi negli anni dal 2006 ad oggi hanno acquistato all’incanto 20 unità immobiliari per 1 milione di euro, rivendendole successivamente per 1 milione e 270 mila euro. All’esito dell’attività di polizia giudiziaria, sono stati identificati chiaramente i ruoli dei vari personaggi, che hanno posto in essere le innumerevoli condotte delittuose, nonché il cospicuo patrimonio immobiliare illecitamente accumulato negli anni dagli indagati, che sulla base delle risultanze investigative hanno consentito al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, Rossella Prignani, di emettere un'ordinanza applicativa della misura cautelare nei confronti dei titolari dell’agenzia d’affari e servizi, di due ufficiali giudiziari in servizio presso l’Unep di Lamezia Terme, di tre commercialisti, di tre avvocati, di un ragioniere, un imprenditore; Interdittiva per due funzionari di cancelleria ed anche per altri due avvocati.

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