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Belvedere, un concorso nell'ufficio di ragioneria, alla base dell'indagine

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BELVEDERE MARITTIMO – 9 apr. - Un nuovo blitz della Guardia di finanza, per conto della Procura di Paola diretta da Pierpaolo Bruni, mette in pensiero, questa volta, l'amministrazione comunale uscente di Belvedere Marittimo, con a capo il sindaco Enrico Granata. La Guardia di finanza della Tenenza di Scalea, coordinata dal tenente Federico Gragnoli, si è presentata all'alba di ieri mattina nel comune dell'alto Tirreno cosentino.

Un territorio sotto i riflettori della procura paolana, che da mesi, in collaborazione con il comando provinciale della Guardia di finanza di Cosenza, con al comando il colonnello Marco Grazioli, sta spulciando nelle carte di diversi comuni. Ieri mattina, poco prima delle 7.00, le auto delle Fiamme gialle hanno raggiunto la sede del comune di Belvedere Marittimo, nel centro storico, e successivamente l'abitazione del sindaco Enrico Granata, 62 anni, ma anche degli altri indagati. Oltre al primo cittadino di Belvedere Marittimo, sono indagati Antonietta Grosso Ciponte, 33 anni, responsabile del III settore, entrate tributarie, e IV economico e finanziario, del Comune di Belvedere; Santino Stumbo, 52 anni, consigliere comunale di maggioranza e nei giorni scorsi il più votato alle elezioni del Consorzio di bonifica ex Valle Lao di Scalea. Risultano ancora indagati, due cittadini di Belvedere, Vincenzo Grosso Ciponte, 70 anni; Ciriaco Grosso Ciponte, 68 anni; Massimiliano Pepe, di Paola, 49 anni, responsabile del settore personale di Belvedere Marittimo.

A tutti gli indagati è contestato, in concorso, il reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio; a Santino Stumbo anche il reato di rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, con la continuazione. La Guardia di finanza, nella mattinata di ieri, si è presentata nelle abitazioni e negli uffici del comune ed ha prelevato documentazione utile alle indagini, e, pare, anche del materiale informatico. I finanzieri hanno anche controllato a fondo le auto in uso ai sei.Gli indagati sono stati sentiti per diverse ore, fino alle 19.00 circa di ieri sera, assistiti dagli avvocati: Amerigo Cetraro, Luigi Bottino, Giuseppe Pizzimenti e Basilio Ferrari, del Foro di Paola.

Da quanto si è appreso, gli atti contrari ai doveri d'ufficio sarebbero stati finalizzati al procacciamento di voti. Fra la documentazione ci sarebbe una delibera del mese di agosto, firmata dal responsabile del personale, riferita alla copertura di un posto di istruttore direttivo di ragioneria, a tempo pieno. E il bando del concorso sarebbe stato anticipato, prima della pubblicazione, con l'accordo del procacciamento di voti, in occasione delle future tornate elettorali. C'è da ricordare, che nei giorni scorsi si sono svolte le elezioni al Consorzio di Bonifica “Valle Lao”. Ma c'è anche da sottolineare che la cittadina tirrenica è in fermento per le prossime amministrative. Il sindaco uscente, Enrico Granata, non è più candidato, anche se nei mesi scorsi si vociferava un probabile impegno alle prossime elezioni regionali.

Tra le contestazioni agli indagati, anche il fatto di aver previsto requisiti restrittivi per il concorso oggetto della delibera del 3 agosto 2018, precludendo, di fatto, la possibilità ad altri concorrenti, di altre categorie, di partecipare. Al sindaco Granata viene contestato il fatto di aver compiuto atti contrari ai propri doveri d'ufficio ricevendo, in cambio, la promessa di procacciamento di voti. istruttore direttivo     Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati anche supporti informatici e persino alcuni telefoni cellulari.

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