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Scalea, ancora cinghiali avvistati nel centro abitato

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SCALEA – 18 apr. - Solo qualche giorno fa un gruppo di circa dieci cinghiali era stato avvistato a Scalea lungo le strade cittadine. Un'altra famiglia formata da un consistente numero di ungulati è stata fotografata nella zona del “Monticello”, praticamente in una zona centrale della città. La presenza degli animali è temuta, non soltanto dagli agricoltori, ma anche dai cittadini.

E' noto, infatti, che soprattutto nei mesi invernali, spinti dalla mancanza di cibo nel territorio del Parco del Pollino, i cinghiali arrivano dei terreni dei paesi montani, spesso e volentieri, devastando le colture. Ora, invece, si sono spinti ancor più verso mare. Alcuni cittadini hanno denunciato tale presenza che potrebbe diventare un vero e proprio pericolo. Si tratta infatti di famiglie con i cuccioli di cinghiali. É noto a tutti che le femmine se vedono minacciati i cuccioli possono anche attaccare. Alcuni cittadini hanno chiesto alle autorità competenti di prendere provvedimenti. In un intervento di alcuni anni fa, Giuseppe Raimondi, studioso di Scienze forestali, affermava: “Si è arrivati a questo punto, probabilmente sia per i disequilibri ambientali che possono favorire alcune specie nocive ed opportuniste, a scapito di altre che hanno bisogno di habitat sani, che per la mancanza di conoscenze in senso popolazionistico”. I cinghiali sono cresciuti a dismisura e nei periodi più freddi vanno in cerca di cibo riversandosi nei territori abitati dove è più facile potere trovare occasioni per sfamarsi. 

La Regione intensifica la lotta contro l’emergenza cinghiali

Proseguono le attività della Regione per combattere l'emergenza cinghiali, in applicazione del Piano di selezione. In particolare, comunica il Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari, sono circa 160 i selettori protettivi attivati, che stanno operando già dalla metà del mese di marzo. Le province interessate, si specifica, sono quelle di Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, nelle quali sono stati già effettuati circa 120 abbattimenti. Per la provincia di Vibo Valentia, sottolinea il Dipartimento Agricoltura, si sta operando alacremente nei comuni di Maierato, Francavilla Angitola, i due Comuni maggiormente interessati dal fenomeno, e Pizzo e Monterosso: nei quattro Comuni, si specifica, sono circa 60 i selettori impegnati e 31 gli abbattimenti già effettuati, dei quali 29 sopra l'anno di età.

Si raccolgono già i primi frutti del lavoro, tanto che molte aziende agricole stanno manifestando il proprio compiacimento all'amministrazione regionale, per il supporto che stanno ricevendo, a tutela non solo delle produzioni agricole, ma anche della salute e dell'incolumità dei cittadini calabresi. Gli stessi selettori, infatti, a detta degli imprenditori, rappresentano un deterrente per i cinghiali nei territori regionali.

"La Regione sta lavorando senza soste - ha affermato il Consigliere regionale delegato all'Agricoltura Mauro D'Acri - per l'emergenza cinghiali, che ormai travalica i confini regionali, ma che per la Calabria, terra vocata all'agricoltura e che da questo settore trae il maggiore incremento del Pil, rappresenta un problema molto serio e da affrontare con grande solerzia e determinazione. Dopo la lettera che il Presidente Oliverio ha indirizzato ai Ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, ai quali ha chiesto con solerzia una modifica della legislazione attuale, al fine di ampliare il periodo di caccia al cinghiale e di consentire alle Regioni anche la facoltà di effettuare abbattimenti selettivi in periodi diversi da quelli nei quali è aperta la caccia al cinghiale - ha aggiunto D’Acri - la Regione Calabria sta mettendo in campo tutte le azioni possibili per fronteggiare l’emergenza”.

"Essendo ben consapevoli dei risvolti negativi dell’emergenza cinghiali, non solo nei confronti delle attività economiche - ha specificato il Dirigente Generale del Dipartimento Agricoltura Giacomo Giovinazzo - ma anche dai punti di vista ambientale, sociale e sanitario, stiamo operando per tenere sotto controllo la situazione e riportarla nei limiti della normalità. Il nostro obiettivo è infatti quello di far sì che gli interventi previsti possano condurre a risultati dal beneficio non solo momentaneo, riportando le popolazioni di cinghiali in equilibrio con gli altri fattori territoriali, tutelando anche il patrimonio rappresentato dalla fauna selvatica, che è un bene ambientale di valore per il genere umano. Stiamo lavorando - ha spiegato Giovinazzo - per portare a compimento il vecchio piano triennale in proroga fino ad agosto, ma intendiamo concluderlo prima della data stabilita, entro la quale abbatteremo 500 capi in tutte e quattro le province. Contemporaneamente, stiamo ultimando il nuovo piano triennale di selezione, che entrerà in vigore subito dopo agosto, nel quale vogliamo inserire una zonizzazione dei danni, realizzabile grazie soprattutto alle segnalazioni ed ai contribuiti degli agricoltori e dei cittadini, che devono continuare a fornirci indicazioni sulle zone maggiormente colpite dal fenomeno, per permetterci di intervenire al meglio”. 

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