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Scalea, pseudo avvocato arrestato dalla Finanza di Lagonegro

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SCALEA – 16 lug. - Era già stato coinvolto in altre attività della Guardia di finanza del Tirreno cosentino, ora la Procura della Repubblica di Lagonegro ha ordinato una misura cautelare restrittiva: gli arresti domiciliari. Si tratta di un uomo che si sarebbe spacciato più volte come avvocato e probabilmente non avendone titolo. Già due anni fa per A.S. 53 anni, originario di Angri, in provincia di Salerno, e residente a Scalea, la Guardia di finanza di Paola aveva contestato il fatto che dal 2013 al 2014 non aveva presentato alcuna dichiarazione dei redditi pur avendo conseguito compensi per 170 mila euro, a seguito di una serie di truffe perpetrate ai danni di oltre 20 persone.

Nei giorni scorsi gli ufficiali di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza di Lagonegro, unitamente al personale dell’Arma e della polizia di Stato, hanno dato esecuzione ad una ordinanza cautelare di applicazione della misura degli arresti domiciliari nei confronti del 53enne, residente a Scalea. La misura cautelare personale è stata disposta dal Gip presso il Tribunale di Lagonegro, su richiesta della Procura della Repubblica, a seguito di un’articolata attività investigativa della Guardia di finanza. Nel caso del tribunale lucano, in effetti, l'uomo avrebbe presenziato ad alcune udienze, producendo e depositando atti ed istanze con timbri ed intestazioni di uffici giudiziari, risultati falsificati, al fine di assicurare benefici ai propri assistiti. Lo pseudo avvocato, quale “difensore” nell’ambito di una procedura fallimentare, avrebbe esibito e depositato una sentenza della Corte di Appello di Potenza, che in realtà era falsa, relativa all'accoglimento del reclamo proposto avverso la sentenza di fallimento emessa dal Tribunale di Lagonegro, nei confronti della ditta individuale dallo stesso rappresentata.

La decisione della misura cautelare per l’elevato valore indiziario degli elementi raccolti ed il contestuale rischio di reiterazione del reato. Il Tribunale di Paola, negli anni scorsi, allo stesso personaggio aveva contestato, per esempio, di aver fatto credere ad un imprenditore B.M. di essere un avvocato, in grado di risolvere in breve tempo le questioni civilistiche e le problematiche con Equitalia e la Cassa edile millantando anche amicizie con un giudice del tribunale di Paola. All'imprenditore sarebbero giunte rassicurazioni sull'esito positivo delle vertenze giudiziarie. In quella occasione si sarebbe fatto consegnare in più tranche la somma di 7.400 euro. Fatti accertati dalla Guardia di finanza di Paola nel mese di maggio del 2016 tra Scalea e Tortora. Al falso professionista è stato contestato anche il fatto di aver consegnato documentazione falsa come le sentenze del tribunale di Paola, con timbri apparentemente originali; provvedimento di formula esecutiva; un'ordinanza del tribunale di Paola, un provvedimento del tribunale di Cosenza. Sempre dallo stesso imprenditore, il falso avvocato, si sarebbe fatto consegnare la somma di 7.480 euro.

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