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Scalea, in libertà il giovane di Santa Maria indagato per le rapine seriali

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SCALEA – 20 lug. - Torna in libertà uno dei due indagati per la vicenda delle “rapine in serie” portate a termine, fra l'altro, con scarsi risultati, lo scorso 23 gennaio. Si tratta di S.M. 19 anni, di Santa Maria del Cedro, difeso di fiducia dall'avvocato Michele Valente. Il giovane era stato posto agli arresti domiciliari lo scorso 27 giugno, in seguito alla conclusione dell'attività investigativa dei carabinieri della compagnia di Scalea. Il Tribunale penale di Catanzaro, in funzione del Giudice del Riesame, ha accolto le doglianze avanzate dall'avvocato difensore in ordine alla sproporzione della misura irrogata, revocando, così, la misura restrittiva imposta dal Giudice per le indagini preliminari di Paola, sostituendo la misura custodiale degli arresti domiciliari con la residuale misura dell'obbligo di dimora nella Provincia di Cosenza.

L'ordinanza era stata emessa dal Tribunale di Paola, ufficio del Giudice per le indagini preliminari su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di D.S. 20enne di Scalea e S.M. 19enne di Santa Maria del Cedro per tre distinti episodi delittuosi di rapina e tentata rapina, aggravati dall'uso di arma da fuoco, in danno di tre esercizi commerciali di Scalea. L'attività investigativa dei carabinieri, come si ricorderà, era stata avviata in seguito alle denunce presentate dai commercianti dopo le rapine subite il 23 gennaio 2019. I due giovani, secondo un preciso disegno criminoso, avevano messo a segno due rapine a mano armata in distinte zone del paese, a breve distanza una dall'altra, al fine di eludere l'intervento dei carabinieri. In particolare, poco prima delle ore 17.00 i due, dopo essersi incontrati presso la stazione ferroviaria di Scalea, avevano fatto accesso, con il volto travisato da passamontagna e con guanti calzati, all'interno del negozio “Singapore Moda” in viale I Maggio dove avevano puntato la pistola alla tempia di una delle dipendenti minacciandola di farsi consegnare il denaro custodito nel registratore di cassa.

Dopo circa dieci minuti, avevano messo a segno il loro secondo colpo introducendosi nel negozio di informatica “Sinisky Computer & co.”, ubicato in via dello Stadio. L’esiguità del bottino, circa 15 euro, aveva probabilmente spinto i due rapinatori a perpetrare la terza rapina. Per questo, in via Leonardo da Vinci, alle ore 17.20 circa, erano entrati nel negozio di bomboniere “L’Oggetto” e, brandendo la pistola, avevano minacciato il titolare a consegnargli l’intero incasso. La vittima, intimorita dalla vista dell'arma da fuoco, gli ha consegnato il portafogli contenente 160 euro in contanti. Conclusa l’ultima rapina, i due si sono dileguati per le vie di Scalea facendo perdere le proprie tracce. La ricostruzione dei fatti, a seguito di sopralluogo e rilievi tecnici, ha evidenziato da subito la scelta oculata degli obiettivi da parte dei due rapinatori nell’individuare l'itinerario da percorrere e gli esercizi commerciali sprovvisti di sistemi di videosorveglianza da colpire, così come l’accortezza nell’utilizzo dei guanti per non lasciare impronte digitali. Determinante, a quel punto, si è rivelata la serrata attività di indagine effettuata dai Carabinieri che, in pochi giorni, sono riusciti a risalire alle identità dei due malviventi.

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