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Diamante, incendio al porto: il movimento chiede la bonifica

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DIAMANTE – 26 lug. - Dopo l'incendio doloso nell'area portuale di Diamante, il movimento per il porto chiede l'immediata bonifica. “Martedì 23 luglio – si legge in una nota - un fatto gravissimo ha sconvolto la cittadinanza di Diamante: l’incendio divampato nell’area portuale ha dimostrato, ancora una volta, quanto l’attuale situazione di abbandono, favorita dall’ormai decennale inazione da parte delle istituzioni coinvolte nella realizzazione del porto fantasma, sia insostenibile e dannosa per l’intera collettività”. 

Le fiamme che hanno raggiunto una grande altezza hanno destato preoccupazione. Il movimento chiede con forza l'attuazione di almeno tre punti, visto che i tempi per la realizzazione del porto sono scaduti ormai dallo scorso anno, senza alcuna proroga. Al comune di Diamante chiede di revocare la concessione demaniale, legata alla realizzazione dei lavori; di revocare alla Regione la delega alla realizzazione dei lavori a terra; sempre alla Regione il risarcimento dei danni materiali e morali causati alla città in questi lunghi anni.

I tre punti chiave su cui ha insistito fin dalla nascita del movimento sono: rescissione del contratto con il concessionario da parte della Regione Calabria; riappropriazione dell'area portuale da parte della cittadinanza; realizzazione di un porto pubblico con fondi regionali. Il movimento popolare sottolinea pure che: “L'estrema gravità di quanto accaduto, oltre a sollevare gli ovvi interrogativi del caso, in merito alla natura del rogo ed alla pericolosità dei materiali bruciati, che ci aspettiamo vengano chiariti tempestivamente, mette in luce l’irresponsabilità politica di chi ha consentito per così tanto tempo e continua a consentire la permanenza di questo stato di cose: Regione Calabria, Comune di Diamante e concessionario dei lavori. In particolare vogliamo sapere – aggiunge - chi ha mandato la ruspa a rimescolare i resti dell’incendio, probabilmente inquinando le indagini in corso; come mai il cantiere è incustodito per cui entra ed esce chi vuole, perché, e chi ha chiesto all’Arpacal una nuova perizia sui rifiuti esistenti, contraddittoria con la precedente dell'Asl, come mai il concessionario ha effettuato solo la pulizia dell’area e non la bonifica richiesta?”. Potrebbe essere anche il comune ad avviare la bonifica dell'area addebitando i costi alla società concessionaria. “Tutto ciò, come diciamo da tempo, non è più sostenibile e, in primo luogo, non è più procrastinabile la bonifica dell’area portuale; per questo il Movimento Popolare chiede che,

senza ulteriori ed inutili attese, venga effettuata immediatamente dal Comune,

addebitandone i costi alla ditta Concessionaria, e il Comune faccia sì che l’area venga

custodita dal Concessionario”.

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