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Praia a Mare, accolto il ricorso di una commerciante

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PRAIA A MARE – 12 apr. - L'amministrazione comunale le aveva ordinato di eliminare il girarrosto e la cappa esterna al locale gestito in Piazza Italia; la giustizia amministrativa ha accolto il ricorso della proprietaria dell'attività commerciale annullando l'ordinanza del 26 agosto 2011, dell'amministrazione comunale. Teresina Maiolino, rappresentata e difesa dall'avvocato Mariarosaria Colacino, si è opposta all'ordinanza del Comune di Praia a Mare che imponeva di eliminare, con effetto immediato dalla notifica, il girarrosto posto all’esterno del locale ed entro tre giorni dallo stesso termine la relativa cappa esterna.

«L’adozione di provvedimento urgente e contingibile – secondo la giustizia amministrativa - presupporrebbe la necessità di provvedere con immediatezza in ordine a situazioni di natura eccezionale ed imprevedibile, cui non si potrebbe far fronte con il ricorso agli ordinari strumenti apprestati dall’ordinamento. Nel caso di specie si sarebbe dovuto fare ricorso al normale esercizio dell’attività amministrativa con le dovute garanzie partecipative. Mancherebbe ogni motivazione a sostegno della scelta operata di avvalersi del potere di intervenire in via d’urgenza e delle situazioni eccezionali che rendono necessario ed indifferibile l’ordine da impartire. Non sarebbe dato riscontrare alcuna situazione eccezionale o urgente, tale da giustificare l’adozione dell’ordinanza impugnata».

Il provvedimento, secondo il Tar, difetterebbe di motivazione anche in ordine alle ragioni di pubblico interesse su cui è basato, atteso che il posizionamento del girarrosto e della cappa sarebbe avvenuto in conformità alle prescrizioni a suo tempo impartite dal Comune di Praia a Mare con ordinanza n. 85 del 6 agosto 2010. I sopralluoghi in precedenza effettuati dall’Asp e dalla Polizia Locale implicherebbero una presa d’atto della regolare installazione del girarrosto e della sua rispondenza alle prescrizioni normative. Il posizionamento del girarrosto e della relativa cappa, inoltre, avrebbe formato oggetto di apposita istanza prodotta dall’interessata in data 5 agosto 2010. «Di ciò - si legge - l’ordinanza impugnata non recherebbe menzione alcuna. L’ordinanza, pertanto, sarebbe stata emanata, oltre che in assoluta carenza di potere, anche in assenza di qualsivoglia accertamento o istruttoria circa la regolare installazione dell’opera».

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