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Tortora, prima condanna per l'area di San Sago

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TORTORA – 9 ott. - Le vicende giudiziarie legate al sito di San Sago, nell'area del fiume Noce, cominciano ad arrivare alle prime conclusioni. È in corso un processo che vede indagate diverse persone per reati connessi all'illecito smaltimento di rifiuti. Davanti al Giudice per le udienze preliminari di Paola, Carmine De Rose, si è tenuta la discussione dibattimentale relativamente alla posizione di Gaetano Lops, ex amministratore unico della società “Ecologica 2008 S.r.l.”.

Quest'ultimo ha richiesto il rito abbreviato. Per altri dieci indagati si è tenuta invece l'udienza preliminare. Il tribunale di Paola, per quanto riguarda Gaetano Lops, ha deciso di derubricare l’imputazione: da gestione illecita di rifiuti a smaltimento illecito di rifiuti, accertando la responsabilità penale dell’imputato per tale reato, accusato anche di danneggiamento aggravato, getto pericoloso di cose e distruzione o deturpamento di bellezze naturali Lops è stato quindi condannato alla pena di sei mesi di reclusione, pena sospesa. Dovrà anche risarcire il Comune di Tortora, costituitosi parte civile. Il danno verrà quantificato e liquidato in separata sede.

Sulle motivazioni il giudice si è riservato sessanta giorni di tempo per il deposito della sentenza. Sulla vicenda è intervenuto con una nota il sindaco di Tortora Pasquale Lamboglia che ha commentato: «Di certo, la pena inflitta presuppone un’attività illecita di trattamento di rifiuti e, soprattutto, l’accertamento che i medesimi venivano abbandonati o depositati in modo incontrollato nelle acque superficiali o sotterranee del fiume Noce». Nella stessa udienza, il giudice ha assolto l’imputato dal reato di truffa perché il fatto non sussiste, dal reato di falsità ideologica per non aver commesso il fatto, mentre, per i reati di associazione a delinquere e disastro colposo, ha assolto l’imputato riferendo la decisione all'articolo del codice di procedura penale che riguarda la cosiddetta insufficienza o contraddittorietà della prova. Per gli altri dieci indagati il giudice, tenendo conto della decisione presa per Lops, ha disposto il non luogo a procedere per il reato di truffa, di associazione a delinquere e di disastro colposo. Il reato di traffico illecito di rifiuti, come è avvenuto per Lops, è stato riqualificato come ipotesi di smaltimento illecito di rifiuti. Il Gup ha richiesto alla Procura della Repubblica l’emissione di citazione diretta a giudizio. Lo stesso ha fatto per i reati di danneggiamento aggravato, getto pericoloso di cose e distruzione o deturpamento di bellezze naturali.

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