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E' di Paola l'autore del delitto di Collegno

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PAOLA – 13 ott. - E' Paolano l'autore della grave tragedia familiare avvenuta a Collegno, comune della provincia di Torino. Francesco Barraco, 54 anni, nel primo pomeriggio di giovedì, durante una lite ha ucciso in casa la moglie con 11 coltellate, ferendo accidentalmente il figlio di 16 anni, che aveva tentato di farlo desistere dal gesto esasperato.

Il paolano, passato il raptus di follia, ha detto al ragazzo di chiamare il 118. Ha poi raccontato il tutto ai carabinieri. Francesco Barraco è originario di Paola, dove risiedono i suoi fratelli e altri parenti. L'uomo, però vive in Piemonte da diversi anni. Fino a giovedì lavorava come impiegato amministrativo in un istituto scolastico di Caselette. La moglie, Vincenzina Fernanda Scorzo, 56 anni, era invece un insegnante di italiano, in servizio presso la scuola media Tallone di Alpignano. I due figli, 16 e 18 anni, sono studenti. La furia omicida di Francesco Barraco, si è scatenata contro la moglie Vincenzina Fernanda Scorzo, per una lista della spesa. L'uomo ha raccontato tutto al pm Enrico Arnaldi di Balme. Una lista di cose da acquistare sul tavolo. Una risposta senza senso per l'omicida.

Questa è stata la scintilla. I vicini, a delitto avvenuto, hanno raccontato che si trattava di una famiglia modello, molto tranquilla. Nulla lasciava presagire che il padre conosciuto come una persona cortese ed educata, un giorno sarebbe stato capace di compiere un gesto simile. La lite è avvenuta nell'abitazione della famiglia, al sesto piano di un palazzo in Via Giorgio Amendola, nel quartiere Villaggio Dora della cittadina piemontese. All'improvviso, di fronte al figlio sedicenne appena ritirato da scuola, Barraco ha impugnato un coltello da cucina, con la lama di circa 30 centimetri, e con furia omicida ha inflitto undici fendenti al petto e al braccio sinistro della moglie. Barraco, da tempo era seguito da un centro di salute mentale. «Ha gravi problemi» ha detto fra le labbra il legale Tiziana Squizzato. Schizofrenia paranoide questa sembra la diagnosi. E spesso abbandonava le cure o diminuiva i dosaggi delle medicine.

L’ultima lite era esplosa perché non riusciva a leggere: a distrarlo c’erano sua moglie al telefono, il figlio minore alla playstation e il maggiore che apriva e chiudeva la porta della camera. «Era una persona meticolosa e affidabilissima - dice Marisa Corbanese, preside dell’istituto comprensivo di Caselette -. Lavorava al personale da un anno, prima era alla Turoldo a Torino. Certo, una persona silenziosa e riservata, ma sempre gentile ed educata». Nella scuola media Tallone, dove insegnava italiano Fernanda Scorzo, alunni e colleghe cercano spiegazioni. «Ci siamo ritrovati tutti nel refettorio - racconta una insegnante - e abbiamo spiegato ai ragazzi che la loro professoressa non c’era più. Un momento duro, difficile, perché era una persona speciale, unica, che ha saputo superare un tumore al seno e la recidiva con grande coraggio, soffrendo, ma sempre lottando e dando tanto ai suoi ragazzi». Sul cancello della scuola è comparso un lenzuolo bianco con scritto: «Ciao prof. rimarrai sempre nei nostri cuori».

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