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Scalea, Full card 1 anno e 4 mesi al finanziere

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SCALEA – 13 dic. - L'operazione era stata denominata “Full card” per l'utilizzo di carte di credito. Uno degli indagati doveva rispondere di vari reati: dal peculato, alla truffa, al falso, all'evasione, alla ricettazione. E' stato condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione. Vincenzo Parrilla 46 anni, è sottufficiale della Guardia di finanza e secondo quanto conferma l'avvocato di fiducia, Nicola Guerrera, non rischia il posto di lavoro. L'operazione, del dicembre 2009, portata a termine dal comando provinciale dei carabinieri di Potenza aveva condotto all'arresto di cinque persone, fra le quali anche Parrilla, subito sospeso dal comando generale.

Il gruppo secondo l'accusa era specializzato nelle truffe on line. Le presunte truffe, secondo l'accusa, venivano portate a termine attraverso il furto di identità, l’intrusione abusiva in sistemi telematici e l’indebito utilizzo di carte di credito. La base era stata individuata nell’alto Tirreno cosentino. Vincenzo Parrilla, assistito dall'avvocato di fiducia Nicola Guerrera, è comparso ieri davanti al giudice del Tribunale di Paola. Per alcuni reati l'uomo è stato assolto, altri sono stati estinti, ed altri ancora hanno portato, invece, alla condanna inflitta da Paola Del Giudice del tribunale paolano, ad un anno e quattro mesi di reclusione più 150 euro di multa. Il pubblico ministero Sonia Nuzzo aveva chiesto la condanna per tutti i reati a tre anni e sei mesi. Il reato di peculato è stato estinto per espiazione pena. Per la detenzione di sostanza stupefacente, sette grammi di hashish, sono state accolte le tesi dell'avvocato di fiducia ed il giudice ha assolto Parrilla con la formula “Perché il fatto non sussiste”; stessa decisione per il reato di truffa relativo all'apertura di un conto presso una banca di credito cooperativo.

La condanna inflitta, invece, si riferisce al reato di evasione. Il sottufficiale, benché sottoposto al regime degli arresti domiciliari, si era recato in caserma per recuperare degli effetti personali conservati nell'armadietto in caserma. È stato condannato per due reati di falso per l'utilizzo di carte d'identità. Contestato anche il reato di ricettazione perché aveva conservato due orologi contraffatti nell'armadietto personale della caserma. L'uomo ha spiegato che li aveva tenuti come oggetto di confronto in caso di sequestro di materiale simile. Resta adesso il provvedimento disciplinare della Guardia di finanza che è in attesa di definizione proprio in funzione della decisione dei giudici.

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