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Mare pulito, esposto di turisti alla Procura

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SAN NICOLA ARCELLA – 21 giu. - Da San Nicola Arcella nel primo giorno dell'estate 2013 si rinnova l'allarme sul mare pulito. L'associazione Amici di San Nicola Arcella hanno inviato un esposto alla Procura. L'inverno è trascorso nell'oblio, senza uno straccio di programmazione sulla qualità del mare. Ora, ad estate iniziata, si comincia il pianto del coccodrillo. «E’ trascorso un altro anno – scrivono in un lungo documento dell'associazione Amici di San Nicola Arcella - e, come è ormai avvenuto negli ultimi venti anni, nulla è avvenuto e nulla si è fatto, nonostante le continue sollecitazioni dei cittadini “per un mare più blu”. Dopo 27 anni dal nostro primo arrivo nel comune di San Nicola Arcella, il nostro innamoramento è rimasto immutato: il panorama, i tramonti, i colori, il mare.

Da quando esiste andiamo alla spiaggia detta dell'Arcomagno, un angolo di paradiso purtroppo rovinato dal mare sempre troppo sporco. Tutti i giorni ad orari ben precisi arrivano ondate di schiuma giallina di incerta provenienza. E’ possibile che in tutti questi anni non si è potuto porre rimedio? Siamo sicuri che i depuratori funzionino perfettamente? Vorremo sapere dai sindaci della zona dove scaricano liquami i villaggi e le case sparse sovrastanti ed anche dove scaricano i ristoranti, i bar e i villaggi a mare che hanno ottenuto, nonostante il vincolo ambientale, il permesso di operare sulla spiaggia o ai suoi limiti». Quanto è stato sottoscritto da 174 turisti, fa parte di un esposto che, fatto proprio dall'associazione Amici di San Nicola Arcella Onlus con i suoi 350 soci, raggiunge la Procura della Repubblica di Paola. Al primo ed unico incontro dell'anno sul problema del mare sporco, ricordano, al quale erano stati invitati i rappresentanti dei 33 comuni del Tirreno cosentino, si sono presentati solo sette sindaci.

Gli estensori dell’esposto lamentano la scarsa attenzione ad un problema che affligge questa parte della Calabria, dichiarata “Area Sic” (Sito di Interesse Comunitario) e, dal 2008, con l’Isola di Dino, è porzione consistente del Parco Marino della Riviera dei Cedri. «Nell'incontro organizzato qualche giorno fa dal direttore dell’unità operativa complessa e sanità pubblica dell’Asp, Maria Antonietta Maiorano – si legge nella nota - i, pochi, partecipanti sostengono che urge un’opera di potenziamento dei depuratori, per fronteggiare il peso ambientale dell’incremento turistico estivo. L'esposto dei cittadini sostiene che alla fondamentale azione di una corretta gestione di questi, perseguita con impegno dalla Procura della Repubblica attraverso le proprie indagini, bisognerebbe, anche, prestare la massima attenzione agli scarichi abusivi e/o non controllati ma sopratutto alla, dimostrata, mancanza di attenzione manageriale da parte di scarne amministrazioni locali e dalla assoluta mancanza di sinergia tra gli enti (Arpacal, Asp, Parco Marino, Capitaneria di Porto, Polizia locale, ecc. ecc.) che su questo problema lavorano. Ma soprattutto, bisognerebbe indagare, sulle scarse risorse economiche dedicate ai necessari controlli. Il Bilancio di previsione 2012 dell’Arpacal ha assegnato al Dipartimento di Cosenza 312.000,00 euro (0,6% del totale dei costi previsti). Basta raffrontare questi dati con il numero di controlli effettuati dalla Arpab, Agenzia Regionale Ambientale della Basilicata, che, in sintonia con le direttive europee, destina almeno un controllo per ogni miglio marino e per ogni mese del periodo estivo alla sola costa di Maratea oltre a destinare risorse manageriali, attenzione operativa e investimenti nella rete di sensori per il rilevamento in continuo dell'inquinamento del Fiume Noce, ai confini con la Calabria».

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