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Scalea, Madonna del Carmine nota del Cimalonga

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SCALEA – 8 lug. - In attesa della festa della Beata Vergine del Carmelo, patrona di Scalea interviene Ercole Serra, presidente del Comitato Cimalonga. «Apprendo con piacere – scrive - che la rivista nazionale “Plein air” descrive nelle sue pagine la festività in onore della Beata Vergine del Carmelo a Scalea, il cui culto risale sin dai tempi della Crociate e, comunque, consacrato ufficialmente dal popolo scaleoto nel 1855 con atto pubblico e con la prima incoronazione del santo Simulacro. Certamente non per polemica, ma per intavolare un dialogo costruttivo, ritengo ricordare che, sulla secolare festa della Madonna del Carmine nella nostra Città, altri scrittori hanno pubblicato le loro ricerche storiche in prestigiose riviste e in libri che sono fonte preziosa di notizie che arricchiscono il nostro patrimonio culturale». Da Attilio Pepe a Carmine Manco, a Vincenzo Napollillo, a Mario manco, allo stesso Ercole Serra, negli anni, sono numerosi gli scritti sull'evento.

«Ovviamente – precisa Serra - tutti questi scritti sono sempre attuali, per cui “nessuno scopre l’acqua calda” e certe esaltazioni appaiono fuori luogo. Ribadisco, comunque, che è certamente positivo che si continua a diffondere con i mezzi di comunicazione la festa in onore della nostra Protettrice, il cui Simulacro settecentesco, durante le processioni del 16 luglio ed il 21 novembre, suscita tanta commozione e suggestione nei fedeli. Purtroppo in questi ultimi trent’anni si sono inseriti alcuni riti che non appartengono alle nostre tradizioni: applausi, spari di fuochi artificiali nei rioni della “nuova” Scalea e altre manifestazioni che, a mio parere, forse rasentano una forma di fanatismo religioso ed esulano da quelle provenienti dalla mera e genuina fede popolare: la distribuzione del basilico, la processione della cinte votive e gli antichi canti che vengono intonati nel corso della processione che parte dalla Chiesa di Santa Maria d’Episcopio dove ritorna intorno alla mezzanotte.

La B.V. di Medjugorje (la Gospa) da oltre trent’anni nei suoi messaggi ai veggenti chiede sempre la preghiera, la conversione e la penitenza, non gli applausi ed i fuochi d’artificio (rito pagano per allontanare gli spiriti malevoli), ma la fede in suo Figlio Gesù, invitandoci a non peccare. Per concludere, una nota sul “rito del basilico”; è una pianta regale (basilikos, erba del re) che, è collegata anche alla tradizione che fa riferimento a Sant’Elena-madre dell’imperatore Costantino, la quale, trovata la pianta sul luogo della crocifissione di Cristo, l’avrebbe diffusa per tutto l’impero. Ecco il motivo per cui, verosimilmente, il basilico viene distribuito in occasione della processione della B.V. del Carmelo e, cioè, in segno di devozione verso la Regina del Cielo e, quindi, altre leggende non trovano alcun fondamento storico. Su questa tematica mi propongo di scrivere un opuscolo più particolareggiato».

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