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Praia a Mare, ospedale le riflessioni della politica

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PRAIA A MARE – 26 mar. - “Era il 6 aprile dell’anno 2012 ed in quel venerdì santo di circa quattro anni fa la direzione sanitaria dell’epoca, in seguito alla chiusura del presidio ospedaliero di Praia avvenuta qualche giorno prima, decise anche la rimozione o copertura di tutti i cartelli che ne segnalavano la presenza”. Raffaele Papa di Italia del Meridione, ricostruisce il “venerdì santo” della sanità dell'alto Tirreno. “Oggi – afferma il responsabile provinciale di Idm - dopo tante e tante parole spesso inutili, incontri, confronti e scontri, promesse e disimpegni la situazione non è cambiata, anzi è peggiorata e ancora si parla di altri tavoli ed altri rinvii mentre l’alto Tirreno rimane condannato a morte, specialmente i territori in estrema periferia”.

E' superfluo ricordare la sentenza del Consiglio di Stato che decide la riapertura, non ancora avvenuta, dell'ospedale di Praia a Mare. “Diversi in questi anni – ricorda Papa - hanno lasciato la vita sulla statale 18, alla disperata ricerca di aiuto non ricevuto”.

Anche il sindaco di Orsomarso, Antonio De Caprio, lancia una serie di riflessioni legate, però, in questo caso all'iniziativa del Partito democratico che in questi giorni richiamava all'unità per risolvere il problema dell'ospedale praiese. “Alla luce di quanto ricevuto in data odierna a firma di più circoli del Pd - scrive De Caprio - rimango stranito se non disorientato nel registrare una comunicazione di cui difficilmente riesco a cogliere il senso, o meglio, come se quanto affermato all'unisono da tutti i sindaci dell'alto Tirreno e non solo, sia un'esercitazione di stile e non una chiara richiesta verso la quale non faccio, e credo non facciamo, alcun passo indietro.

Abbiamo avanzato al Governo regionale e nazionale, e quindi al Pd, richieste chiare: revoca del decreto, rimozione della struttura commissariale e riapertura di Praia a Mare. La concertazione, il dialogo è stato tentato più volte ora vogliamo segni tangibili di una politica attenta alle esigenze del popolo. Ricordo, inoltre, che al tavolo istituzionale convocato dai sindaci a Praia a Mare ha preso parte solo l'On. Aieta e l'On.Graziano, con in più alcuni messaggi di sostegno alla nostra democratica azione. Resta inteso che se quanto da noi richiesto non dovesse avvenire, come più volte ribadito, non ci fermeremo e saremo costretti ad azioni eclatanti che faranno parlare di questo territorio.

Per il momento abbiamo dato ancora spazio alla diplomazia, ma oltre non staremo a guardare. Per cui invito i circoli firmatari della lettera a non confondere quanto accaduto per la struttura privata, clinica Tricarico, con la spoliazione di un intero sistema sanitario pubblico sul medio ed alto Tirreno cosentino, ed appoggiare la nostra azione, piuttosto che sperimentare ipotetiche strade alternative già percorse e che non hanno dato alcun risultato”.

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