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S. Domenica Talao, intimidazioni: Lucchesi replica a La Greca

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SANTA DOMENICA TALAO – 12 apr. - “Il nostro paese, Santa Domenica Talao, è davvero un'isola felice, come ho avuto modo di affermare qualche settimana fa e come intendo ribadire con forza, nonostante l'esponente di minoranza con le sue accuse intende minare questa posizione positiva”. Nel centro collinare, indicato come possibile sede di cointeressenze della criminalità organizzata, nella relazione della Direzione nazionale antimafia,il dibattito si anima. E al documento presentato in Consiglio dal consigliere di minoranza Giuseppe Antonio La Greca, il sindaco Alfredo Lucchesi intende replicare con forza. La Greca ha elencato una serie di atti intimidatori accaduti negli anni; per il sindaco Lucchesi l'etichetta di “isola felice” non cambia.

“Chi ama il paese – scrive infatti Lucchesi - non spara a zero anteponendo insuccessi personali al bene della collettività. Chi scrive, ricorda che è stato sempre il primo degli eletti nel 1995, nel 1999 e nel 2004. Il consenso elettorale si conquista con l'onestà, l'umiltà, il lavoro, caratteristiche che i cittadini mi hanno sinora riconosciuto. Forse questo non viene 'digerito' dall'esponente di minoranza che forse ha dimenticato che nell'ultima tornata elettorale tre suoi fedelissimi (Luigi Bloise, Ernesto Maiolino e Salvatore Lentino) hanno rinunciato alla presenza in lista in quanto non erano d'accordo con la sua candidatura a sindaco. Intendo poi sottolineare, visto che siamo amanti della precisione, che nel 1999 Giuseppe Antonio La Greca ha perso per 7 voti e non per 4 come riportato nell'articolo e che in quella circostanza io non ero candidato a sindaco.

Nel 2004 ha perso le elezioni per 67 voti, nel 2009, quando anche io concorrevo per la carica di primo cittadino, ha avuto uno scarto di 63 voti con la coalizione di sempre. Nel 2014, infine, lo scarto è salito a 230 voti, però con candidati diversi dai precedenti. Probabilmente questo insuccesso merita altre analisi, esami di coscienza da parte del La Greca che, invece, continua a indirizzarmi accuse cattive, personali, che forse non capisce che ledono l'immagine e fanno male al paese che dice di amare tanto”. Il sindaco conferma la disponibilità al dialogo, alla collaborazione, ma, dice: “Alla fine, essere accusato di aver vinto minacciando le persone non mi sta bene, non lo digerisco. Giuseppe Antonio La Greca ha inoltre dimenticato gli atti intimidatori che ho subito personalmente, nel 2004 e nel 2012, senza tenere conto di tutti gli altri episodi accaduti quando non ero sindaco!

Ad un tratto tutto si giustifica con la n'drangheta? E' necessario indagare scrupolosamente per fare emergere le vere motivazioni che hanno spinto a compiere atti che comunque restano da condannare. E' comodo trovare la giustificazione politica quando si vogliono tenere nascoste altre motivazioni, ma...il paese è piccolo, siamo una famiglia allargata e le cose si sanno...”.

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