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Scalea, fondi per l'impianto solare: il ministero revoca; l'ente resiste

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SCALEA – 5 ott. - Il ministero dello Sviluppo economico decide di revocare un finanziamento concesso al Comune di Scalea per la realizzazione di un impianto solare nella zona della piscina comunale. La Giunta comunale è pronta a ricorrere contro il Mise per ottenere i fondi destinati all'opera. Il ministero dello Sviluppo economico, lo scorso 1 agosto ha notificato a mezzo pec la revoca del finanziamento concesso al Comune di Scalea di 56.307 euro, per la realizzazione di un impianto Solare termico presso la piscina comunale, data in concessione all'Aias Onlus.

La piscina come è noto è stata distrutta dalla tromba d'aria del 30 settembre 2013. Il ministero ha chiesto la restituzione della somma erogata. Durante la riunione di Giunta è stato confermato che il ministero ha ritenuto che il Comune non si sarebbe attenuto a quanto previsto dal disciplinare per la concessione del finanziamento, in particolare, non avrebbe mantenuto l'impianto per un periodo di dieci anni. in quanto dopo la tromba d'aria del 30 settembre non ha provveduto a riattivarlo. Il ricorso del Comune di Scalea si basa su una nota che l'ente di Scalea aveva inviato il 14 marzo del 2015 quando: “In riscontro alla comunicazione di avvio di procedimento, ha fatto presente che il mancato mantenimento in esercizio dell'impianto, realizzato ed entrato in funzione, è stato causato da un eccezionale evento atmosferico e dalla mancanza di disponibilità dell'area”.

L'area della piscina comunale è stata posta sotto sequestro dopo l'avvio del procedimento da parte della procura paolana. La Giunta comunale del sindaco Licursi fa anche sapere che: “il Comune sta perseguendo l'interesse a riattivare l'impianto mediante gli strumenti che la legge mette a sua disposizione, in particolare proponendo nel giudizio in corso con l'Aias Onlus specifica domanda riconvenzionale”. C'è un parere dello studio legale che difende l'Ente contro la Onlus e, in più, si sostiene che il provvedimento di revoca, oltre a non tenere conto delle ragioni rappresentate dall'Ente, contiene una motivazione non specifica in ordine alla fattispecie. Per tale motivo, l'esecutivo ha ritenuto che è necessario proporre opposizione avverso il provvedimento per tutelare i diritti, le ragioni e gli interessi del Comune. Sarà affidata la difesa dell'Ente all'avvocato Federico Cappella, a Roma, “anche per conseguire un risparmio di spesa”.

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