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Scalea, futuro incerto per l'aviosuperficie, in Consiglio le dichiarazioni

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SCALEA – 20 feb. - L'aviosuperficie di Scalea è ancora più nel caos, dopo le recenti decisioni del Giudice di confermare la custodia cautelare in carcere per le persone coinvolte nell'operazione “Cumbertazione e 5 lustri”. Come è noto, fra gli indagati c'è anche Giorgio Ottavio Barbieri, amministratore della società che gestisce i fondi per la riqualificazione dell'aviosuperficie di Scalea.

Il sindaco Gennaro Licursi, nel corso del suo intervento all'ultimo consiglio comunale ha confermato: “Non solo, noi intendiamo costituirci, come Amministrazione comunale, parte civile nel processo penale che verrà incardinato contro eventuali responsabili, al fine di tutelare l'immagine e gli interessi della comunità di Scalea, non appena saremo portati a conoscenza di fatti ed atti, che al momento ignoriamo. Allo stato, infatti, non ci risulta effettuato alcun sequestro della struttura”.

La situazione non è di facile soluzione, in quanto l'intera struttura ruota attorno ai finanziamenti e ai fondi che il privato avrebbe dovuto versare. In riferimento all'infrastruttura, sempre il sindaco Licursi, aveva precisato in Consiglio comunale: “Per quanto riguarda l’opera dell'aviosuperficie, il settore tecnico e gli uffici regionali competenti stanno verificando lo stato dei lavori per le decisioni conseguenti. Mercoledì 25 gennaio 2017, i nostri tecnici si sono incontrati con gli uffici regionali competenti per fare chiarezza sull’intera vicenda.

E’ obiettivo comune evitare che le risorse investite vadano perse, e quindi, si possa completare quest’ultimo progetto di riqualificazione dell’opera. Ad ogni buon fine – ha detto il sindaco - noi ribadiamo che l'aviosuperficie di Scalea resta una infrastruttura fondamentale per lo sviluppo turistico e civile del territorio e lavoreremo con tutte le istituzioni coinvolte, affinché si assicuri nel contempo la riaffermazione della legalità, espungendo ogni condizionamento criminale, e affinché nei tempi previsti”. Il sindaco Licursi ha anche fatto sapere che, in seguito, all'operazione delle Dda di Catanzaro e di Reggio Calabria, lo scorso 20 gennaio aveva convocato una riunione urgente per fare il punto sulla situazione.

Dal comune di Scalea erano state inoltrate richieste urgenti di informativa antimafia sia alla Banca dati nazionale antimafia, che dal 2016 ha la competenza in materia di documentazione antimafia, e direttamente alla Prefettura di Cosenza: “al fine di conoscere la posizione attuale dei soggetti contraenti del Comune per l’appaIto dei lavori e dei servizi dell’aviosuperficie di Scalea, ed avere indicazioni per i provvedimenti da adottarsi da parte del Comune di Scalea”.

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