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Praia a Mare, sui terreni della ex Marlane «diritto di crescita e di sviluppo»

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PRAIA A MARE – 4 ott. - L'assessore Antonino De Lorenzo è recentemente intervenuto sulla questione dei terreni della ex Marlane. Oggi sotto sequestro nuovamente. Da tempo, individuati come un luogo per la riqualificazione di quella parte del territorio. L'intervento dell'assessore De Lorenzo è scattato quando l'on. Parentela di M5S si è detto sgomento per l'assoluzione degli imputati al processo d'Appello sul “caso Marlane”. «In qualità di semplice assessore alle Attività produttive e al Turismo del Comune di Praia a Mare – ha ribattuto De Lorenzo - sono altrettanto sgomento ma non per la sentenza, che essendo tale va rispettata e non commentata in nessun modo, ma per lo stato di fermo totale che un’area strategicamente rilevante per lo sviluppo di un intero comprensorio deve subire perché nascono e vengono impiantate cause a ripetizione».

All'assessore fa eco il responsabile provinciale di Italia del Meridione, Raffaele Papa. Quest'ultimo sostiene: «Non è solo nell’interesse di Praia a Mare ma dell’intero comprensorio che da sempre paga il fallimento di una politica industriale mai decollata. Certamente per diversi anni la fabbrica ha dato lavoro ed occupazione generalizzata, anche se non piena, ma i miliardi di lire spesi non sono bastati ad evitare gravi periodi di crisi in seguito alla chiusura della stessa. Ad oggi Praia a Mare e l’alto Tirreno possono contare su una ripresa, seppur timida, dell’attività turistica per dare crescita, sviluppo ed occasioni di lavoro alle nuove generazioni e questa è una sfida che non può essere persa. Sollecitiamo qualsiasi provvedimento purchè non si trascinino ancora lunghi anni di incertezze e pregiudizi con vari interrogativi di fondo che invece vanno assolutamente chiariti, auspicando come già avvenuto per altre necessità, l’unione di sindaci e amministrazioni comunali per un obiettivo partecipato. Si chieda anche l’intervento dei parlamentari calabresi e del governo, ma per risolvere definitivamente il problema e non per accusare ancora il territorio».

L'assessore De Lorenzo approfondisce la problematica, anche alla luce delle ultime notizie: «Nel 2017 per me è impensabile che non si possa realmente determinare cosa ci sia in quei terreni e trovare la metodologia, fermo restando il legittimo diritto di chi ha avuto una grave perdita di intraprendere tutti i percorsi legali che la legge gli consente, per eliminare l’eventuale problema. Vi è un diritto di crescita e di sviluppo che non può essere pregiudicato e negato ad un’intera comunità che non ha certezza su quello che potrà divenire una dei water front più importanti del Tirreno cosentino e che continua a subire calunnie in merito ad un inquinamento che non si capisce se sia stato mai provato o meno. Un procedimento finisce e un altro è già iniziato la paura mia è che quell’area sarà imbrigliata per altri decenni in sequestri e controlli compromettendo seriamente lo sviluppo del nostro paese e di quelli limitrofi».

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