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S. Maria del Cedro: fondi Cipe, sindaci 'ignorati'. Vetere tira la cordata

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SANTA MARIA DEL CEDRO – 30 dic. - La vicenda dei fondi Cipe dirottati su tre comuni dell'alto Tirreno, Verbicaro, Santa Domenica Talao e Belvedere Marittimo, e su Cetraro, ha fatto sollevare un polverone dal punto di vista politico. Chi non ha partecipato con proprie proposte sostiene di non aver mai avuto fra le mani alcuna documentazione di questo genere. È esplicito il sindaco di Santa Maria del Cedro Ugo Vetere, che tira la volata di altri colleghi, nel chiarire quanto è avvenuto soprattutto per trasparenza nei riguardi dei cittadini: «Si dica la verità – afferma Vetere -. Alcun bando è stato pubblicato». L'attacco è diretto: i sindaci dei comuni di Tortora, San Nicola Arcella, Scalea, Santa Maria del Cedro, Grisolia e Buonvicino, ai quali si sono affiancati anche Bonifati, Sangineto e Orsomarso: “Non entrando nel merito delle decisioni assunte da parte del competente dipartimento, non possono accettare che sui mezzi di informazione vengano divulgate notizie non corrette dal solito politico”.

Solo il primo dicembre, sostengono i sindaci, il dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica ha pubblicato sul proprio sito una nota con la quale dichiarava di avviare a margine delle attività di monitoraggio della delibera Cipe N.57 del 1 dicembre 2016 una "nuova attività" al fine di verificare se esistevano i presupposti per finanziare ulteriori progetti. Non c'era un termine per le istanze, ma veniva predisposta una procedura on line per acquisire dei dati informativi presso il proprio sito. “Va da sé – scrive Vetere, sostenuto dai sindaci degli altri comuni – che, diversamente da quanto avviene per i bandi pubblici conosciuti da tutti i comuni, nel caso di specie, per poter avanzare un'istanza, necessariamente dovevamo avere contezza di tanto.

O meglio, visto che non si trattava di un bando, qualcuno doveva avere contezza della nota, e trattandosi di nota proveniente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri solo chi ha un ruolo ministeriale o amministrativo in seno alla Presidenza del Consiglio o riveste la funzione di Parlamentare della Repubblica Italiana, poteva avere contezza di tanto”. La delusione è passata veloce dalle case comunali non “toccate” da tali opportunità. “Si ha contezza – scrive Vetere - di telefonate che hanno raggiunto solo alcuni sindaci del territorio e di altri cui, oltre alla telefonata, addirittura è stato trasmesso anche il modulo per presentare le istanze (si ha prova di tanto, con tanto di indirizzi). Detta la verità e non avendo nulla da dire ai sindaci dei comuni beneficiari, ancora una volta si evidenzia la “pochezza” di chi rappresenta il Governo e il suo partito di maggioranza al Governo. Il Pd ...ormai è questo. Chiederemo al ministro Lotti, al segretario Renzi e al segretario regionale calabrese lumi sulla vicenda”.

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