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Diamante, porto: fideiussione: un problema della Regione

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DIAMANTE – 11 feb. - L'intreccio di vicende legate alla costruzione del porto passa da una serie di passaggi che risultano poco chiari al semplice cittadino e, probabilmente, talvolta, anche a qualche amministratore.A questo punto, le nebbie che avvolgono la realizzazione dell'opera spesso non riescono a far trapelare le vicende nella loro interezza. E c'è da aggiungere che forse un consiglio comunale con la presenza di tutte le parti potrebbe servire a chiarire diversi aspetti sulla vicenda porto.

Fra le tante questioni da chiarire, per esempio, potrebbe esserci quella della fideiussione. In molti hanno appreso nel corso degli anni che la fideiussione per l'opera sarebbe dovuta al comune dalla società Ati Icad Diamante blu. Così non è, perchè è la Regione Calabria, invece, che deve garantire nei confronti del comune. E, fra l'altro, fra il Comune e la società non ci sono rapporti diretti perchè in mezzo c'è proprio la Regione Calabria.

E ancora, c'è un contratto tra la Regione Calabria e l'Ati Icad Diamante blu, concessionaria dei lavori del porto. La concessione, collegata al contratto, viene rilasciata dal Comune di Diamante e per disciplinare di gara, bando e contratto non è a carico del concessionario. L'equivoco che ha portato molte persone a pensare che fosse il concessionario a dover pagare la famosa fideiussione, sta nel fatto che era nato un certo accordo tra la concessionaria dell'area portuale e la Regione. L'Ati Icad Diamante blu si era detta disponibile ad anticipare le somme per la Regione Calabria, e lo ha fatto per diversi anni, e quest'ultima al momento della concessione definitiva, nel momento del collaudo delle opere, avrebbe restituito la somma anticipata.

Successivamente alla richiesta di integrazione della polizza fideiussoria la concessionaria ha richiesto l'iscrizione al Sib, il Sindacato dei balneari. Il Sib, a norma di regolamento, avrebbe potuto emettere una polizza, a fronte della presentazione della concessione da parte del privato. La relazione della commissione consiliare d'inchiesta per il porto avrebbe invece bloccato l'iter davanti al Sib. Situazione che pare sia stata contestata dalla Ati Icad Diamante Blu, anche perché il garante della polizza non è la società concessionaria, bensì la Regione Calabria. Fra l'altro, a pronunciarsi nel merito sulla regolarità della procedura dovrebbe essere la compagnia assicurativa, in qualità di intermediaria finanziaria.

Insomma, in fine dei conti, la società concessionaria potrebbe riprendere i lavori dopo aver ricevuto la concessione da parte della Regione Calabria. C'è però il rischio fondato che si arrivi ad un contenzioso giudiziario fra le parti che ancor di più rischierebbe di bloccare la realizzazione dell'opera tanto attesa dai diamantesi. Potrebbe essere proprio l'amministrazione comunale a decidere di revocare la concessione, ma la problematica rischierebbe di impantanarsi ulteriormente. Probabilmente, la miglior soluzione potrebbe essere trovata discutendo, senza scheletri negli armadi. Ma questo tante volte la politica non lo permette.

IL MOVIMENTO CONFERMA LA LINEA DURA

Sulla vicenda legata alla costruzione del porto interviene ancora il Movimento popolare con una lettera aperta. “Il Movimento popolare di Diamante – si legge - intende ribadire la propria posizione, riguardante l'area portuale, di netto rifiuto della possibilità che venga prolungata ulteriormente la situazione esistente. Se è vero che una parte della minoranza consiliare ha chiesto un consiglio comunale aperto ad hoc, sul problema porto, diciamo chiaramente che il tempo è ormai abbondantemente scaduto”.

Come è noto c'è chi chiede di voler spiegare la situazione alla popolazione in una seduta pubblica. “Noi diciamo al sindaco ed all’intero consiglio comunale che il popolo di Diamante non intende tollerare ulteriori provocazioni e prese in giro. Basta perdite di tempo, basta inutili tavoli dove si ripetono le stesse cose – afferma il Movimento popolare - se il concessionario non può più rispettare i termini concordati, lasci onorevolmente; basta con questa con questa inutile tiritera”. Il movimento attacca e si rivolge alla Regione Calabria su una questione che, invece, a quanto pare compete al comune: la revoca della concessione.

«Nella evidenza di ripetute violazioni di norme di legge – scrive il Movimento - chiediamo alla Regione per l’ennesima volta l'esecuzione di un atto dovuto quale la rescissione del contratto, ed in mancanza, di una rapida e risolutiva azione da parte della Regione. Il Comune di Diamante metta in atto tutte le misure necessarie ad ottenere il riconoscimento del risarcimento di ogni pregiudizio o danno subito dalla popolazione di Diamante. Chiediamo infine al Presidente Mario Oliverio un incontro, per esporre dovutamente le nostre richieste, precedute dalle oltre 900 firme di cittadini, alle quali finora non ha inteso dare riscontro”.

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