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Diamante, porto: in attesa dei lavori. Il Movimento contesta ancora

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DIAMANTE – 6 giu. - Il concessionario torna tale. Dopo il pagamento della fideiussione la società sarebbe ora pronta a riavviare i lavori per la realizzazione dell'approdo turistico. Riavvio che potrebbe subito slittare per la presenza di una serie di blocchi inseriti in fase contrattuale come: la stagione estiva, la presenza della poseidonia. Con la concessione firmata dovrebbe chiudersi un capitolo, almeno sulla carta. Lo scenario politico che si muove attorno al porto adesso sembra essere questo: il movimento è pronto a dare battaglia perché continua a chiedere la restituzione dell'area; il senatore Ernesto Magorno, che non ha smentito le indiscrezioni dei giorni scorsi, mantiene una posizione vicina a quella del movimento.

“Il senatore, nella sua conferenza stampa – scrivevamo - ha insistito affinché il sindaco Sollazzo si riprenda l’area con una ordinanza. Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, nell’incontro informale avuto a Cetraro con il comitato non ha risparmiato critiche al sindaco evidenziando l'atteggiamento negativo avuto nei confronti della Regione. Da quanto si è appreso Oliverio potrebbe essere pronto a concedere un finanziamento al comune se dovesse prendere in mano la realizzazione del porto”. Intanto, Ornella Perrone, segretaria della locale sezione del Pd chiede che venga convocato il consiglio comunale aperto cosi come anticipato nei giorni scorsi.

“Il rilascio della concessione alla ditta appaltatrice dei dei lavori, segna una nuova importante svolta nella vicenda della realizzazione del porto di Diamante – scrive Ornella Perrone - e noi pensiamo che si debba fare chiarezza, a cominciare dall'Amministrazione comunale, sui nuovi sviluppi della questione e comprendere quali passi saranno compiuti nell'immediato per la realizzazione dell'opera”. Ornella Perrone, segretario del Circolo Pd Francesco Principe di Diamante, aggiunge: “ Proprio per questo, rinnoviamo con forza la richiesta, già avanzata al presidente del consiglio comunale assieme al Gruppo “Per una Diamante migliore”, della convocazione di un consiglio comunale aperto al quale dovranno essere invitati tutti gli attori istituzionali interessati e con la partecipazione dei cittadini e di tutte le componenti della nostra città. Un richiesta alla quale riteniamo che il sindaco e il presidente del consiglio non possano sottrarsi, per dovere di chiarezza e democrazia nei confronti di tutti”. La concessione demaniale, risultando funzionale all'esecuzione delle opere, si legge “Avrà validità dalla data di sottoscrizione dell'atto sino al momento del completamento delle opere in parola”. Insomma, la concessione non avrà valore solo se il rapporto fra la Regione Calabria e il concessionario dovrebbe in qualche modo estinguersi. 

PER IL MOVIMENTO LA LOTTA CONTINUA

DIAMANTE – Sulla questione del porto, ironicamente il Movimento cittadino si prende “il merito di aver causato l'evento, nonostante la nota e motivata opposizione. Senza la nostra azione tutto sarebbe rimasto al punto di partenza”. Nella nota viene fornita una spiegazione: “A noi, il merito di aver costretto la controparte a darsi una mossa, che non ci sarebbe mai stata. Abituati a vedere il

bicchiere mezzo pieno, riteniamo in ciò comunque un positivo risultato. L'azione è servita a far uscire allo scoperto verità e responsabilità politiche, il vuoto e l'inconsistenza delle autorità regionali per non parlare di irresponsabilità”. Per il Movimento esistono ancora tante difficoltà: “Tra pochi giorni – spiegano nella nota - inizia il blocco per la posidonia, poi inizia quello per la stagione estiva, il 26 agosto scade il termine per la realizzazione dell'opera. Resteremo comunque attenti e vigili sulla regolarità degli interventi se mai ci saranno, pronti a dare battaglia per l'interesse e il futuro del paese. L'unico errore – si legge - è stato forse quello di credere in uno Stato di diritto che non c'è più. Ora aspettiamo l'agognato avvio dei lavori”. Secondo il movimento si arriverà alla richiesta di una nuova proroga. “Una cosa è certa – scrive il movimento - il comune sarò obbligato ora ad emettere un’ordinanza per liberare lo specchio d'acqua, così come fece per i

lavori da iniziare il 15 marzo del 2010, mettendo in crisi i pescatori nel pieno delle loro attività estive. Restiamo dell'avviso che la concessione non andava data per il tempo scaduto e prepareremo un denuncia penale alla Procura di Paola a seguito della nostra diffida”.

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