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San Nicola Arcella, viadotto: Italia nostra scrive all'Anas

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SAN NICOLA ARCELLA – 20 ago. – Non ci sono dubbi: l'onda emotiva dei fatti di Genova ha catalizzato l'attenzione dei cittadini sul ponte più alto della Statale 18 nell'alto Tirreno cosentino, il viadotto “Canal Grande”. Il ponte, a giudizio dell'Anas è abbastanza solido e ha bisogno di interventi strutturali, programmati per il periodo 2015-2019. Sono visibili ad occhio nudo le screpolature dei piloni con il ferro che fuoriesce ed è visibilmente arrugginito; nei mesi scorsi alcuni calcinacci si erano distaccati dai cordoli della sede stradale finendo nella sottostante ex strada statale, situazione verificata subito dai tecnici dell'Anas.

E poi c'è la distanza della congiunzione delle impalcate che preoccupa chi ha avuto modo di vedere le immagini che girano sui social. Ma, in questo caso, pare che si tratti di una situazione normale per i materiali che come è noto si dilatano e si restringono. Situazioni che, ovviamente, non possono essere giudicate a vista d'occhio e soprattutto da chi non ha studiato la complessa materia.

L'INTERVENTO DI ITALIA NOSTRA. Dopo il sindaco di San Nicola Arcella, Barbara Mele, torna sull'argomento anche l'associazione ambientalista Italia nostra. Il vicepresidente di Italia nostra Calabria, Roberto Laprovitera, ha inviato una lettera al Compartimento territoriale Calabria dell'Anas con una richiesta urgente di intervento sul Viadotto Canal Grande e di accesso alle informazioni ambientali. Il riferimento è alla lettera della società delle strade dello scorso 18 gennaio 2017 con la quale all'associazione veniva scritto che, a seguito di specifici sopralluoghi sul viadotto Canal Grande di San Nicola Arcella, era stata confermata la situazione di degrado, correlata alla vetustà dell’opera per cui si rendeva necessario effettuare i previsti interventi manutentivi. Ora, Italia nostra chiede di sapere con urgenza: “se tra i progetti già da tempo predisposti, a cui si fa riferimento nella nota, vi sia anche quello relativo al viadotto Canal Grande e se tale eventuale progetto sia stato finanziato nel Piano di fabbisogno quinquennale 2015-2019. In caso affermativo – si legge - si chiede di conoscere la eventuale data di inizio lavori che si sollecita possano essere avviati con assoluta urgenza considerata la riconosciuta situazione di degrado del viadotto Canal Grande”.

IL CODACONS CHIEDE IL BLOCCO DEI TIR. Il Codacons chiede verifiche su viadotto Canal Grande ed il blocco dei mezzo pesanti per 30 giorni. “Riteniamo doveroso – scrive Francesco Di Lieto del Codacons – l’impiego del genio militare, non di soggetti privati, per realizzare nel più breve tempo possibile tutte le verifiche necessarie insieme ad Anas, così da minimizzare l’impatto sul traffico. In questo senso abbiamo deciso di diffidare il Prefetto di Cosenza, quale organo periferico del Governo e massimo responsabile della sicurezza pubblica, affinchè disponga un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sul viadotto Canal Grande e su tutti i viadotti a rischio. Una necessità che s’impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’economia e il commercio. Caso contrario il Codacons invita il sindaco di San Nicola Arcella, Barbara Mele, che ha già formalizzato richiesta di intervento ad Anas, ad emettere una apposita Ordinanza per vietare il transito dei mezzi pesanti sul viadotto”.

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