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Diamante, omicidio Augieri, il sindaco: telecamere in tutti i locali

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DIAMANTE – 2 set. - L'omicidio di Francesco Augieri, senza ombra di dubbio, rappresenta un avvenimento che ha segnato profondamente la comunità locale. I cittadini del centro turistico balneare del Tirreno cosentino sono un esempio di accoglienza, da tempo, e la città vive principalmente di turismo. L'omicidio dello scorso 22 agosto ha aperto una linea di demarcazione, lo ha confermato il sindaco Gaetano Sollazzo al quale abbiamo posto delle domande.

Non si perderà altro tempo e verranno presi provvedimenti, compresa l'installazione di telecamere nei vari locali. Al primo cittadino di Diamante abbiamo chiesto quali sono le iniziative che si intendono adottare?

«Noi ci costituiremo parte civile in un eventuale processo perché, fra l'altro, è stata danneggiata l'immagine del nostro centro turistico. Questo lo abbiamo già annunciato. Abbiamo espresso il profondo dolore della comunità partecipando ai funerali del povero Francesco Augieri. Abbiamo già discusso la questione nella massima assemblea comunale, il consiglio».

La cosiddetta “movida” diamantese è frequentata da molti minori che vagano per le vie della cittadina senza il controllo dei genitori. C'è l'idea di proporre qualche ordinanza?

«A partire dal 15 giugno e fino al 15 settembre ho fatto un'ordinanza per prendere altri quindici vigili urbani ausiliari, i quali restano in giro sul territorio fino alle due della notte, un'ora in più di quanto prevede la normativa. Fino a quell'ora c'è un controllo esteso all'intero territorio, compreso il centro storico. Abbiamo poi la caserma dei carabinieri con un maresciallo molto attivo e presente che, anche dopo le due di notte, si muove e gira per la nostra città. In tutto questo bisogna tener conto che da cinquemila abitanti arriviamo ad ottantamila, oltre a tanti giovani che giungono dai paesi limitrofi».

Ma sulla questione dei minorenni?

«Questa movida così come è stata rappresentata fino ad oggi a Diamante non potrà continuare. Nonostante io abbia emesso un'ordinanza per cercare di limitare la somministrazione di alcolici, l'atto vale purtroppo fino ad un certo punto. Invece di acquistarlo a Diamante lo prendono in altri paesi, o in altri orari, e l'ordinanza viene vanificata».
Il suo collega di Praia a Mare, Antonio Praticò, propone regole uguali per i centri balneari della costa.

«Praticò ha ragione. È una questione che riguarda tutti i centri dell'alto Tirreno cosentino. Ma a Diamante, questo sistema, anche alla luce di questi fatti delittuosi, va ripensato in maniera diversa, rispetto a come è stato fatto fino ad oggi. Queste tragiche situazioni ci aprono gli occhi e ci fanno riflettere sul cambiamento del sistema di vivere notturno dei giovani».

Nei prossimi mesi, quindi, profonde riflessioni?

«L'ho detto anche in Consiglio, ci sarà un momento di profonda riflessione. Nelle prossime settimane verrà fatta un'ordinanza che obbligherà tutti i locali a installare telecamere di videosorveglianza, interne ed esterne, in maniera che ci sarà la possibilità di avere maggior controllo di quanto accade».

E il comune come si muove?

«Abbiamo mandato alla Prefettura un progetto di 280mila euro per la videosorveglianza di tutta la città. Verranno utilizzati i fondi messi a disposizione dal ministero degli Interni. In questo modo, avremo il controllo di ciò che avviene nella città. Prenderemo provvedimenti indispensabili. Alcuni riguarderanno anche l'utilizzo della musica oltre una certa ora. Ci sono situazioni da rivedere: la movida così com'è va rivista»

E' emerso che una delle telecamere puntate sulla piazzetta San Pio non era in funzione. Possiamo chiarire l'accaduto?

«Sono trascorsi dodici, tredici anni da quando è stato installato il sistema di videosorveglianza. Devo dire che negli anni ha sempre funzionato molto poco. Di notte non era possibile vedere distintamente i luoghi. Un impianto obsoleto. Erano circa dieci per la città. A lungo andare i cavi sono stati rosicchiati, e le telecamere non hanno funzionato in maniera efficiente. Oggi, ci sono nuovi sistemi con telecamere che registrano. In questo momento ce ne sono tre sul territorio che registrano in prevalenza le aree dove vengono buttati i rifiuti. Le piazzole, le strade, per individuare i responsabili. Altre due sono nel centro storico. Un sistema efficiente completo non c'è da parecchi anni. A maggio abbiamo fatto la delibera per ottenere il finanziamento che possa ammodernare tutto il sistema».

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