Praia a Mare, progetto con Italia Nostra per la rimozione dei rifiuti nei fondali

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PRAIA A MARE – 16 ott. - I filmati subacquei realizzati nei mesi scorsi davano l'idea di un sistema in affanno. Copertoni, rifiuti di ogni genere depositati sui fondali in uno dei luoghi più belli del mondo. E' probabilmente il gioco delle correnti a creare l'accumulo di materiale, ma la situazione non giova per niente all'ecosistema marino. L'associazione ambientalista Italia nostra conferma la notizia dell'approvazione e finanziamento del progetto per la rimozione dei rifiuti nei fondali dell’Isola di Dino.

Tale azione prevede un investimento di 40.618,31 euro e, spiegano da Italia nostra: “Costituisce una prima tangibile iniziativa che la nostra associazione realizzerà nei prossimi mesi unitamente ad altre già avviate da tempo per la tutela e valorizzazione della aree Sic-Zsc dell’alto Tirreno. Con tale finanziamento – spiegano - si conclude positivamente un’azione iniziata da Italia Nostra nel novembre 2015 finalizzata a ripristinare la naturalità dei fondali marini dell’area Isola di Dino, Capo Scalea, liberandoli dalla presenza dei corpi estranei all’ambiente subacqueo.

Tale azione era ed è importante anche sotto l’aspetto economico. Infatti lo stato di conservazione dei fondali marini è anche esso elemento fondamentale per la qualità degli ambienti litorali su cui si basa lo sviluppo dell’attività turistica che costituisce elemento irrinunciabile per l’economia locale”. L'impegno di Italia nostra è volto anche a sollecitare valorizzazione e promozione degli stessi luoghi che si intende tutelare: “oggi mancante per un turismo attento ai valori della natura e del bello in una terra spesso violata ed offesa da un’economia predatoria e senza vera prospettiva. Si devono mettere a frutto con il giusto e necessario equilibrio le risorse che questo territorio ha e creare le necessarie sinergie: l’ambiente e l’archeologia ci sembrano il binomio giusto da cui partire per un progetto di marketing territoriale che leghi insieme le Zsc dell’alto Tirreno cosentino con i fondali e le Isole di Cirella e di Dino e le antiche città di Blanda e di Laos con gli scavi preistorici di Praia a Mare”. 

Italia Nostra evidenzia ancora “che i 39 interventi ammessi dalla Regione Calabria per un importo di oltre 3 milioni di euro finalizzati a realizzare progetti che hanno l’obiettivo di conservare, ripristinare e tutelare gli habitat e le specie della Rete Natura 2000, pur avendo nell’immediato un impatto certamente positivo sulle aree Sic Zsc, sono desinati a vedere vanificati gli effetti prodotti se non verranno applicate e rese esecutive al più presto le misure di conservazione che la Regione Calabria ha predisposto nel 2016 e che il ministero dell’Ambiente ha approvato nel 2017 con la designazione delle aree SIC a ZSC. Tali misure messe in essere proprio ai fini della conservazione e tutela di quegli habitat e specie non debbano restare in nessun caso sulla carta. Ci attendiamo a tale riguardo che Regione Calabria assuma un ruolo attivo sui territori, coinvolgendo e sensibilizzando le Amministrazioni Comunali, ponendo mano, là dove previsto, all’attività di regolamentazione, intervenendo su tutte quelle Autorità preposte al controllo di quelle misure già in vigore ma non rispettate. Per quanto ci riguarda, Italia Nostra intende svolgere, e lo sta già facendo, una pressante attività di stimolo e di sollecitazione nei confronti della Regione Calabria, attraverso anche il coinvolgimento del ministero dell’Ambiente”.

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