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Diamante, porto: il duro documento di Savarese in Consiglio

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DIAMANTE – 2 nov. - Le ormai famose “nebbie” sul porto non si diradano. La situazione appare ancora molto complicata. E ogni componente politica dell'amministrazione comunale ha la propria idea sul futuro del porto. In consiglio comunale sono emerse, come è noto, le varie posizioni.

Il consigliere Savarese, nella sua lunga relazione in consiglio comunale, afferma, fra l'altro: «Per quanto concerne la costruzione del porto di Diamante non c’è bisogno di pensar male, basta analizzare i fatti per comprendere come i privilegi di cui ha finora goduto il presidente dell’Ati Icad - Diamante Blu Srl siano riconducibili a specifiche relazioni intrattenute con quei poteri forti che condizionano il Paese». Savarese ha anche ipotizzato un quadro “nebbioso” contenuto nella relazione consegnata alla massima assemblea cittadina. Ha poi affermato, fra l'altro: «In questa sala consiliare, come rappresentante delle istituzioni devo confermare la mia fiducia nella magistratura. Bisogna credere in una magistratura indipendente ed autonoma in grado di applicare la legge senza guardare in faccia alcuno.

Per questo motivo, sono convinto che la Procura della Repubblica di Paola non effettuerà il sequestro giudiziario dei natanti presenti nello specchio d’acqua portuale, come richiesto dal presidente dell’Ati-Icad Diamante Blu. Una seria indagine giudiziaria – afferma Savarese - potrà accertare che i lavori portuali non sono stati eseguiti solo per esclusiva responsabilità del concessionario e che stante i provvedimenti che la stazione appaltante e il Rup sono obbligati ad assumere in virtù delle vincolanti indicazioni di questo consiglio comunale, i rapporti contrattuali stipulati con il concessionario devono essere considerati risolti in fatto ed in diritto. Peraltro, allo stato , non esiste alcun atto dell’Autorità Marittima che inibisca l’accesso e lo stazionamento dei natanti nello specchio d’acqua portuale. L’ordinanza n. 6/17, che ha specificatamente vietato l’uso di quell’area è diventata inefficace in data 26.08.2018, data in cui sono scaduti i termini contrattuali previsti per la fine dei lavori. Come Presidente della commissione consiliare d’indagine sul porto ho fatto il mio dovere, ho rappresentato ai cittadini, in difesa degli interessi generali e collettivi, le motivazioni per cui, a parere della commissione, il concessionario non aveva più la capacità economica e finanziaria necessaria per eseguire i lavori appaltati, come previsto dalle vigenti leggi e dai contratti esistenti».

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