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Praia a Mare, un'ordinanza sulle sale giochi: contro la ludopatia

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PRAIA A MARE – 19 nov. - Lotta alla ludopatia e tutela dei luoghi sensibili. E' questo il filo conduttore dell'ordinanza che regolamenta il settore, in forte espansione, in città. Si tratta, secondo il promotore, l'assessore alla Sanità, Pasquale Fortunato, di una “Presa di coscienza della sempre maggiore pericolosità sociale del gioco d’azzardo in tutte le sue forme (ben 2.100.000 euro circa sono stati spesi nel nostro Comune, nel primo semestre 2017, in giochi con vincite in denaro)”.

É il motivo per cui, l’assessorato alla Sanità, d’intesa con l’Ufficio del sindaco e con l’intera amministrazione, ha predisposto l’ordinanza. “L’intento – fa sapere Pasquale Fortunato - è quello, vista l’impossibilità di decretarne la chiusura, per l’ovvio interesse dei Monopoli di Stato, di limitarne la diffusione ed operatività, con il dichiarato obiettivo di ridurne il devastante potenziale sociale. E’ stato sancito, sostanzialmente, il divieto di apertura di sale gioco entro 500 metri da luoghi definiti “sensibili”: scuole, centri di formazione, luoghi di culto, ospedali, impianti sportivi, luoghi di aggregazione giovanile, istituti di credito e sportelli bancomat, compro oro e stazioni ferroviarie”. L’operatività diurna dalle ore 09,00 alle 13,00 e dalle 16.00 alle 20,00 di tutti i giorni, tranne domeniche e festivi.

Un ulteriore elemento di interesse è dato dalla concertazione degli orari di apertura delle sale gioco con i Comuni limitrofi, per evitare il fenomeno della “migrazione” dei giocatori da un paese all’altro, altrimenti realizzabile con l’adozione di fasce orarie differenziate. “Il problema – conferma l'assessore alla Sanità - è quanto mai attuale e di reale interesse sociale, viste le dimensioni raggiunte negli ultimi anni dal fenomeno del gioco d’azzardo, tanto che la Regione Calabria, nell’ambito di un'attività legislativa tesa alla prevenzione e contrasto dei fenomeni di delinquenza organizzata e promozione della legalità, economia responsabile e trasparenza, ha emanato la legge regionale n° 9 del 26 aprile 2018, nella quale sono contenuti interventi per la prevenzione dell’usura connessa al gioco d’azzardo patologico. Nella stessa legge regionale è contemplato il divieto di pubblicità ad attività commerciali legate al gioco d’azzardo e l’organizzazione di specifici corsi di formazione per gli esercenti e di sensibilizzazione sul tema del disturbo da gioco d’azzardo, nel limite delle risorse annuali stanziate per ciascuna regione dal fondo per il Gap (Gioco d’Azzardo Patologico) istituito presso il Ministero della Salute”.

La stessa Anci Calabria, con apposita circolare del 6 settembre 2018, ha rivolto esplicito invito ai Comuni calabresi ad adempiere a quanto previsto dall’art.16 della legge regionale 9/2018.

L’interesse sulla materia è determinato, oltre che dagli aspetti più strettamente penali, quali per esempio la diffusione dell’usura ed attività delinquenziali correlate alle perdite economiche, da un dato di salute pubblica e tutela sociale in genere.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità identifica, infatti, il gioco d'azzardo patologico come una malattia sociale nell'ambito delle dipendenze patologiche, al pari delle dipendenze da sostanze stupefacenti e da sostanze alcoliche, caratterizzata da sintomi clinicamente rilevabili, quali la perdita del controllo sul proprio comportamento e la coazione a ripetere (la c.d. rincorsa delleperdite).

La patologia derivante dai giochi d’azzardo, ovvero l’incapacità di resistere all’impulso a praticare giochi d’azzardo, attualmente denominata nel Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali DSM – 5 (edizione italiana del 2013) “Disturbo da gioco d’azzardo”, rappresenta,inoltre,un importante problema di salute pubblica che colpisce indistintamente tutte le fasce sociali, pur privilegiando quelle più svantaggiate culturalmente ed economicamente e può portare alla rottura dei legami familiari e sociali, alla compromissione della posizione lavorativa e sociale e, nei casi più estremi, sino a gravi fatti delittuosi contro di sé ed i propri congiunti.

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