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Buonvicino, sistema fognario in stallo: lettera a Mattarella

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BUONVICINO – L'ex sindaco di Buonvicino, Giuseppe Greco, prende carta e penna e invia un esposto direttamente al Presidente della Repubblica. La vicenda è già comparsa più volte nelle pagine di cronaca: il Piano per il Sud prevede opere per la rete fognaria dell'area compresa tra Grisolia, maierà, Buonvicino, Diamante e Santa Maria del Cedro. Giuseppe Greco, provocatoriamente, ritiene che, a questo punto, si possa utilizzare un impianto realizzato negli anni '90, dall'ex Comunità Montana, per il territorio di Buonvicino in prossimità del comune di Diamante e mai messo in funzione.

Il depuratore, all'epoca, costò 850 milioni di lire ed è una delle cosiddette “cattedrali nel deserto”. L'ex sindaco conduce la battagli, ormai da tempo, e sottolinea il mancato impegno del comune di Diamante tanto che, si vocifera,m che l'unione europea abbia già avviato la procedura d'infrazione per il mancato adeguamento del sistema fognario e depurativo alle nome vigenti. Una questione che è stata sollevata anche dal sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere nei mesi scorsi. La lettera dell'ex sindaco Greco è indirizzata, oltre che al presidente Mattarella, anche al presidente della Giunta calabrese e all'assessore all'Ambiente regionale. L'importo dei lavori, mai consegnati, è di oltre 12 milioni di euro. In qualità di ex sindaco, Greco vuole “richiamare l’attenzione di tutti coloro i quali, a vario titolo, sono responsabili del mancato avvio dei lavori fognario-depurativi di una importate area turistica dell'alto Tirreno cosentino, al fine di superare delle criticità connesse alla procedura d’infrazione”. In passato sono stati interessati il ministero dell’Ambiente, l’assessorato regionale, il presidente della Regione e il Prefetto

di Cosenza. “Nessuno di questi – scrive Greco - ha agito con concretezza affinché il Comune di Diamante rispettasse quanto già stabilito dalla Regione Calabria. Solo con l’inizio della stagione estiva tutti iniziano a “gridare” il problema del mare inquinato. Evidentemente l’interesse è solo economico-politico e non ambientale. Da qui nasce anche l’amarezza come un ecosistema di alto valore naturalistico e ambientale, rappresentato dal tratto di costa tra Diamante e Santa Maria del Cedro, venga lasciato al suo destino”. Il territorio sotto infrazione comunitaria comprende i comuni di Diamante, Buonvicino, Maierà, Grisolia e Santa Maria del Cedro; quest'ultimo è capofila.

Da tre anni si attende l'inizio dei lavori; secondo l'ex sindaco Greco “per le continue azioni strumentali messe in atto dal comune di Diamante. Il problema – spiega Greco nella lettera - nasce dal fatto che tutti i comuni del raggruppamento sono pronti per la consegna dei lavori ad eccezione del comune di Diamante che sin dall’avvio della procedura di finanziamento da parte della Regione Calabria (2013), ha creato artificiosi problemi. Il perdurare dell’ostruzionismo del comune di Diamante ha “costretto” il sindaco capofila del comune di Santa Maria del Cedro ad inviare una nota, all’assessore ai lavori pubblici della Regione Calabria e al suo Governatore Gerardo Oliverio nonché al sindaco del Comune di Diamante, con la quale dà la disponibilità ad assumere il ruolo di commissario qualora Diamante continui ad ostacolare l’inizio dei lavori”. La provocazione: “Visto il perdurare dell’ostruzionismo del comune di Diamante – scrive Greco - una possibile soluzione al problema sarebbe quella di utilizzare un vecchio depuratore costruito fine anni '90, al confine di Buonvicino con Diamante, che avrebbe dovuto servire il territorio di Buonvicino e mai entrato in funzione per le scelte “strategiche” della Regione Calabria che impose di far confluire una parte della rete fognaria di Buonvicino al depuratore di Diamante”.

L'ex sindaco di Buonvicino sottolinea ancora: “Nonostante l’intervento della Regione Calabria il Comune di Diamante non ha adottato nessun atto. Per cui permane una grave situazione di stallo che rischia di far perdere il finanziamento dell’opera (project financing di circa 13 milioni di euro) In tale contesto il perdurare di inattività o blocco dei lavori, comporta gravi rischi per il mancato rispetto dei termini per la realizzazione dell’intervento e grave danno per i comuni che intendono effettivamente realizzare gli interventi previsti che risultano indispensabili al sistema depurativo-fognario e idoneo per come indicato nella procedura d’infrazione”. Il comune di Buonvicino, come ricorda l'ex sindaco Greco, ha urgente bisogno di realizzare un sistema fognario che copra tutto il territorio che per il 90% risulta abitato.

“Si segnala altresì il ruolo negativo della Regione Calabria che strumentalmente non attua il potere sostitutivo così come il Comune di Buonvicino, letteralmente latitante, nel sottovalutare un’opera che per il nostro territorio è di primaria importanza. L’amarezza, anche in questo caso, è che la “politica” detta “condizioni negative” in spregio ad un territorio la cui valenza naturalistica-ambientale non ha pari. Mi permetto di segnalare che la zona interessata è parte integrante del Parco Marino Riviera dei Cedri e che la zona montana è Parco Nazionale del Pollino.

Un plauso va al Comune di Santa Maria del Cedro, capofila, con il suo sindaco Ugo Vetere, che con continui solleciti sia al Comune di Diamante che alla Regione Calabria mantiene il problema sotto attenzione”.

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