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S. Nicola Arcella, una strada e un impianto sportivo: proposte due intitolazioni

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SAN NICOLA ARCELLA – 13 mar. - Un impianto sportivo e una strada. La giunta comunale con a capo il sindaco Barbara Mele individua due luoghi pubblici da intitolare a due cittadini che la comunità sannicolese intende ricordare in maniera perenne. L'impianto sportivo di località Chianette verrà intitolato a Giacinto Avallone; la strada comunale porterà invece il nome di Teresa Guerrise. La giunta comunale, composta dal sindaco Barbara Mele e dagli assessori Concetta Sangineto e Claudio Fazzolari, ha motivato le due decisioni. “Teresa Guerrise, primogenita di due sorelle, era nata a San Nicola Arcella il 15 giugno 1921, da Biagio Guerrise e da Giuseppina Vuolo.

Quest'ultima, era figlia di Maria Grazia Altieri, Sannicolese, e di Vincenzo Vuolo di origine Amalfitana, da cui aveva ereditato lo storico negozio che Teresa, a sua volta, gestirà portando avanti la tradizione. Teresa fu tenuta a battesimo da Amedeo Barletta che, durante la sua lunga permanenza in America, mantenne con la famiglia rapporti epistolari. Lei sin da piccola, mostrò la propensione a collaborare alla gestione del negozio, spinta sia dal suo carattere socievole e pragmatico, che dal desiderio di sgravare la madre ed il vecchio nonno, entrambi sofferenti, dalle fatiche comportate dalla gestione del negozio. Spesso veniva sorpresa dai familiari mentre nascondeva generi di prima necessità, che sistematicamente distribuiva ai paesani più bisognosi, con il tacito consenso dei parenti.

In quel contesto, la gente che poteva pagare era davvero pochissima, il resto cercava di prendere a debito l'essenziale, sapendo di non potere contare su uno stipendio mensile o altre fonti di reddito per estinguerlo con facilità o a breve termine. Restava comunque a carico del negoziante il problema di pagare i fornitori. Infatti non era facile fare quadrare il bilancio quando la coscienza imponeva ai nonni di prediligere le necessità delle persone bisognose”. Dopo una serie di eventi familiari negativi prese la decisione di tornare al suo amato paese, fra la sua gente, per svolgere quell'attività che a malincuore aveva abbandonato e riprendere le redini del negozio. “Il 9 gennaio del 1954, nel cuore della notte, il negozio prese fuoco. L'incendio di molti prodotti ad alta infiammabilità fu attivato da un corto circuito dell'impianto elettrico. L'intero paese si mosse per domare le fiamme e successivamente per recuperare tutto quello che era rimasto nel fabbricato. Seguì per la famiglia un periodo duro, connotato da difficoltà di vario genere. Le sofferenze ed i disagi venivano attenuati da gesti di solidarietà della gente che supportava la famiglia in ogni modo”.

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