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Belvedere, indagini al comune: le reazioni dei candidati

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BELVEDERE – 11 apr. - L'attività della Guardia di finanza di Scalea, per conto della Procura di Paola, diretta da Pierpaolo Bruni, ha generato clamore nel centro dell'alto Tirreno cosentino. Sono numerose, infatti, le reazioni registrate nella giornata di ieri. Belvedere Marittimo è in pieno fermento elettorale e, quindi, un fatto del genere, al di là delle successive decisioni dell'autorità giudiziaria ha generato clamore.

Come è noto, risultano iscritti nel registro degli indagati: il sindaco Enrico Granata; il consigliere di maggioranza, Santino Stumbo; il responsabile del settore del personale, Massimiliano Pepe; Antonietta Grosso Ciponte, responsabile dei settori entrate tributarie ed economico finanziario; e due cittadini di belvedere: Vincenzo Grosso Ciponte e Ciriaco Grosso Ciponte. Viene contestato, a vario titolo, il reato di corruzione perché avrebbero compiuto atti contrari ai propri doveri d'ufficio in cambio della promessa del procacciamento di voti. Gli indagati, come è noto, subito dopo le perquisizioni, effettuate nelle abitazioni, negli uffici e nelle auto con i rispettivi difensori di fiducia, sono stati sottoposti ad un lungo interrogatorio, durato diverse ore, alla presenza del procuratore Pierpaolo Bruni e del Sostituto procuratore, Rossana Esposito. 

LE REAZIONI.

Barbara Ferro, candidata a sindaco della lista “Belvedere città futura” ha sottolineato l'importanza del lavoro della magistratura che governa la giustizia: “Come tale – scrive Ferro - noi abbiamo piena fiducia nel lavoro dei magistrati che come sempre sapranno ben accertare la verità dei fatti. Noi, dal canto nostro, ci proponiamo di amministrare, invece, la cosa pubblica nel rispetto della legalità e della trasparenza. E di questo abbiamo già dato prova in consiglio comunale. Dai banchi dell’opposizione abbiamo con i nostri atti amministrativi sollecitato l'amministrazione Granata ad attuare i principi di trasparenza e legalità. Abbiamo più volte richiesto maggiore trasparenza nell’affidamento degli incarichi dati ai legali ed ai tecnici richiamando in più occasioni l'utilizzo del principio di rotazione. Sempre in consiglio comunale abbiamo sottolineato e condannato, in ordine alle modalità di affidamento dei lavori da parte dell’amministrazione Granata, l'eccessivo utilizzo dell’istituto delle ordinanze in luogo dalle gare di appalto. Abbiamo evidenziato la scarsa informazione in merito alla selezione dei giovani interessati al servizio civile nazionale.Legalità e trasparenza – conclude Barbara Ferro - hanno sempre caratterizzato il nostro operato e saranno la nostra bandiera laddove i cittadini vorranno accordarci la loro fiducia”.

Più garantista la dichiarazione del candidato Vincenzo Cascini: “Sono certo che il sindaco uscente, Enrico Granata saprà dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati. Come sono certo, allo stesso tempo che la giustizia saprà accertare eventuali responsabilità di chi ha sbagliato, se le indagini dimostreranno che c’è stata illecita amministrazione. E’ di certo non semplice riuscire a gestire un comune calabrese, con tutte le difficoltà collegate. Il corso politico che intendo intraprendere - ha proseguito Cascini - sarà dettato dalla liceità degli atti, ma soprattutto dalla trasparenza: i cittadini devono sapere cosa accade nella casa comunale ed essere partecipi alla crescita morale e sociale della comunità. E soprattutto adesso ribadisco il pensiero di voler caratterizzare il mio sindacato di chiarezza, senza ombre e senza privilegi per alcuno. La richiesta del certificato penale per tutti i candidati e sostenitori della lista è un primo passo. E su questo voglio continuare. Il mio sempre dichiarato obiettivo è il cambiamento. Non intendo essere il continuatore di una politica già consumata — ha detto infine, Vincenzo Cascini - bensì un innovatore, basando il lavoro mio e della squadra che vorrà affiancarmi su tre fondamenti: onestà, lealtà e trasparenza”.

Il candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle, Renato Cipolla ha invece affermato: “I reati di corruzione e voto di scambio contestati dal Procuratore di Paola Bruni al sindaco Granata, al consigliere Stumbo e ad alcuni dipendenti sono molto gravi. Il M5S dal punto di vista strettamente giudiziario è “garantista”, mentre dal punto di vista politico fa notare una superficiale e scarsa trasparenza nelle assegnazioni degli incarichi. Ciò denota che il Comune di Belvedere Marittimo necessita di un “cambiamento” politico vero che solo il Movimento 5 Stelle può offrire. Occorre dire che la recente approvazione della legge sul “voto di scambio”, voluta dal Movimento 5 Stelle, ha dato nuovo impulso alle azioni delle procure”.

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