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Buonvicino: «Il Tirreno unito per vincere le sfide future»

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BUONVICINO – 15 mag. - Parte da Buonvicino l'apertura al dialogo nell’alto Tirreno cosentino. Il candidato a sindaco Giuseppe Greco della lista “Libertà e partecipazione” lancia l'idea di collaborazione per uscire dall'isolamento. E' un'idea che, a dire il vero ronza da tempo nell'aria. Anche nella vicina Diamante, il candidato a sindaco Caselli ha parlato di realizzare la città del Tirreno, unendo le forze.

Afferma Giuseppe Greco: «É anacronistico ed insensato ritenere che una singola comunità possa autonomamente affrontare e superare le grandi sfide imposte da un contesto generale che sta trasformando ogni tipo di relazione, anche quelle istituzionali, in rapporti competitivi che inevitabilmente finiscono, prima o poi, per travolgere ed isolare le fasce più deboli della società.

Per i piccoli comuni, come il nostro, non ci sarà possibilità di sviluppo e neanche di sostegno delle attuali condizioni sociali, se non si procederà con sollecitudine a promuovere ed avviare pianificazioni territoriali, ampie e finalizzate a coinvolgere tutte le comunità che condividono gli stessi valori, e che pertanto possono ritrovarsi affiancate nella tutela e nella valorizzazione delle loro tradizioni, e di ben definite identità ambientali e culturali». É un po' la traccia dell'idea della cosiddetta “area vasta” dove non ci sono confini geografici dei comuni che si aggregano, menre sono presenti “invisibili collegamenti culturali” che di fatto sono o possono costituire legami identitari o ambientali. «Non è sufficiente – afferma Giuseppe Greco - ampliare i confini del singolo paese per realizzare una collettività più ampia nella quale le originarie si ritrovino accomunate, così come purtroppo non è avvenuto in passato in numerose “Comunità montane”, e più recentemente nella realizzazione di un nuovi municipi, frutto di fusioni e accorpamenti realizzati solo ed unicamente per finalità economiche e politiche, dove la politica è stata animata dall’esigenza di accentrare il potere.

In una sana “Progettazione d’area vasta”, è necessario invece dialogare prima, ed associarsi poi, per condividere traguardi precisi e prestabiliti, finalità in grado di risvegliare quel senso di appartenenza a valori che sembrano essere perduti, e che invece, se risvegliati e ben canalizzati possono diventare il motore sociale ed economico di un territorio». Mare e montagna, panorami aperti, borghi antichi e scorci intimi e solitari, risorse agropastorali e della pesca, l’enogastronomia con tutta la sua storia e tradizione. «Come si fa a non capire – afferma Giuseppe Greco - che per dare un futuro a questo territorio a vocazione turistica è necessario riqualificare l’offerta dei servizi, dei prodotti, della gestione e della programmazione dell’accoglienza. Oggi la capacità attrattiva del territorio è lasciata all’iniziativa privata ed all’intraprendenza del singolo, ed è il singolo che si misura con la competitività del mercato. Un dialogo fra le amministrazioni agevolerebbe e favorirebbe notevolmente l’avvio di nuove iniziative. Realizzare dei collegamenti estivi più strutturati e veloci fra le zone di mare e quelle dell’entroterra sarebbe di reciproco beneficio, perché l’ospite potrebbe avvalersi di un offerta turistica più articolata e per consentire ad una collettività disomogenea di organizzarsi e scegliere secondo le proprie specifiche esigenze».

Il turismo potrebbe beneficiare da una collaborazione fra comuni. In un territorio senza confini si potrebbero realizzare offerte turistiche complesse ed innovative. «C’è una bella differenza – afferma ancora Greco - tra andare a cavallo in un maneggio, così come andare in bicicletta lungo una trafficatissima strada statale, e percorrere invece un sentiero curato ed organizzato che parte dal mare, attraversa la montagna ed offre lungo il tragitto occasioni per conoscere sia le bellezze del territorio, che i prodotti agropastorali, che il folclore delle tradizioni. C’è una bella differenza fra passare l’intera vacanza su una spiaggia o in montagna e ritrovarsi invece seguiti e accolti in un’allegra comitiva che si muove da un posto all’altro, di giorno al mare e di sera in collina. C’è una bella differenza nell’andare in vacanza in un luogo dove ogni paese organizza la sua offerta turistica, le sue sagre, le sue feste di piazza ed un altro dove in sinergia tutto questo viene coordinato per accogliere insieme gli ospiti del territorio, così come si faceva in ogni famiglia quando veniva a far visita un parente lontano. A volte passa per innovazione il semplice recupero di tradizioni e di valori perduti».

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