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Mar18062019

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San Nicola Arcella, Grotta del Prete: il tribunale sospende lo sgombero

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SAN NICOLA ARCELLA – 18 mag. - L'attività nell'area della Grotta del Prete portata avanti da una società privata e contestata dagli ambientalisti potrà proseguire. E' il succo di quanto stabilito dal Tribunale civile di Catanzaro. Nell'ordinanza del 27 aprile scorso, infatti, viene riconosciuto alla società “I gabbiani” Srl, il diritto a continuare ad esercitare la propria attività nella Grotta del Prete, sita nei pressi della località Arcomagno di San Nicola Arcella.

Il comune di San Nicola Arcella con ordinanza n. 3 del 13 settembre 2018, aveva ordinato lo sgombero e il ripristino dello stato dei luoghi della grotta naturale nota, appunto, come “Grotta del Prete” utilizzata come punto ristoro durante il periodo estivo. Con l'ordinanza si disponeva, fra l’altro, lo sgombero e il completo ripristino dello stato dei luoghi. Alla luce dell'atto prodotto dal tribunale civile di Catanzaro la situazione cambia. Infatti Il è stata accolta la tesi prospettata da “I gabbiani” Srl, difesa dagli avvocati Francesco Cristiani e Dario Bergamo, che ha fatto leva, in primo luogo, sulla mancanza assoluta di potere da parte del Comune di San Nicola Arcella che aveva emanato l’ordine di sgombero, rilevando che la Grotta in questione è oggetto di un diritto di proprietà in capo ai privati e, pertanto, l’amministrazione non è in grado di intimare alcun ordine di rilascio.

Secondo i responsabili della società: “Si tratta di un provvedimento molto importante in quanto l’agenzia del demanio e il Comune di San Nicola, sull’erroneo presupposto che la Grotta in questione appartenesse al demanio marittimo, aveva emesso l’ordinanza n.3, del 13 settembre 2018, mediante la quale aveva ordinato lo sgombero della Grotta da parte della società che, invece, legittimamente ne esercita la proprietà, da oltre un ventennio, in virtù di un contratto pubblico. La rilevanza della pronuncia in questione – affermano - è data da ultimo anche dal clamore mediatico suscitato, nei mesi scorsi, che un’associazione ambientalista, “Italia Nostra”, attiva nel territorio, in maniera quantomeno affrettata, aveva ingiustamente espresso il proprio sdegno e disappunto nei confronti di un diritto legittimamente esercitato da parte dei proprietari, mettendo in atto una vera e propria campagna denigratoria”.

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