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Scalea, Tfr forestali, la Fai Cisl: «denaro utilizzato come bancomat»

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SCALEA – 12 giu. - Denaro dirottato altrove: erano i fondi del Trattamento di fine rapporto degli operai idraulico forestali che prestano la loro opera al Consorzio ma non dipendono direttamente dall'ente di Bonifica. Il segretario Fai Cisl di Cosenza, Antonio Pisani, cala l'asso in merito alla problematica venuta fuori da qualche tempo: «Non si possono utilizzare i fondi del Trattamento di fine rapporto per destinazioni diverse rispetto a quella per cui sono programmati.

Abbiamo sempre denunciato questa miope gestione dei fondi, un vero e proprio artifizio contabile, di cui ora tutti si stanno accorgendo». E' duro Antonio Pisani, che continua: «Questi soldi utilizzati come bancomat per dimostrare presunte capacità amministrative. Ma la realtà mostra un’altra faccia: quanto è stato fatto è l’aver messo la polvere sotto il tappeto, attraverso distrazioni di risorse per usi diversi da quelli legittimi». E' un obbligo versare i fondi del trattamento di fine rapporto quando ci sono più di cinquanta lavoratori. La Fai Cisl sottolinea il fatto che al consorzio di bonifica di Scalea, ex Valle Lao, c'è una situazione complessa, che da anni vede i propri lavoratori vivere nella costante incertezza dei propri diritti retributivi e sindacali. “Una storia di scelte errate e comportamenti amministrativi censurabili, senza prospettive di lungo periodo priva di una programmazione strategica e di sistema, ed i lavoratori dell’ente consortile vedono materializzarsi il rischio di ricevere il Tfr a rate. Siamo stati gli unici a dire che la somma dovuta al lavoratore che cessa il proprio servizio è da intendersi come salario differito, per questo non passibile di destinazioni diverse.

Altri invece lo hanno ritenuto un tesoretto da cui attingere sistematicamente, chiedendo ed ottenendo la gestione per tappare i buchi del bilancio contabile”. La situazione rischia di esplodere nelle mani dei responsabili perché da quanto si apprende sono in vista diversi pensionamenti. I dipendenti dell’ente hanno più volte chiesto chiarezza sulle problematiche che attanagliano il consorzio di bonifica, sia alla politica locale che alla giunta e all’intero consiglio regionale. “Noi siamo come sempre pronti a rispettare i nostri doveri di rappresentanza delle istanze del lavoratori forestali. Attiveremo tutte le forme utili – fa sapere Antonio Pisani della Fai Cisl - per difendere il diritto al trattamento di fine rapporto. Serve però una profonda riflessione sul rilancio complessivo e regionale dei nostri enti di bonifica. Lo stato di emergenza è ormai diventato la vita ordinaria dei consorzi. Dobbiamo essere chiari: questo non dobbiamo permetterlo.

Il Consorzio di bonifica integrale dei bacini del Tirreno cosentino svolge un ruolo estremamente importante per la salvaguardia e la difesa del territorio e per il sostentamento di molte azione agricole locali. Purtroppo tutti i consorzi di bonifica regionali devono fare i conti con le pesanti situazioni finanziarie ereditate dal passato e con il mancato pagamento dei crediti vantati dagli enti consortili verso la Regione. Nel corso degli anni il Consiglio regionale ha anche deliberato all’unanimità per mettere a bilancio i provvedimenti che garantivano queste spettanze, ma la Giunta non ha mai dato piena attuazione alle mozioni. Il quadro è chiaro, e a nostro avviso sono chiare anche le responsabilità. Purtroppo a pagare il prezzo più caro del contenzioso sono i lavoratori, che quotidianamente vedono calpestati i loro più elementari diritti”.

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