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Tortora, nuova campagna di scavi archeologici sul Palecastro

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TORTORA – 14 giu. - Per la quarta volta, l'amministrazione comunale di Tortora con a capo il sindaco Pasquale Lamboglia, in collaborazione con l'università di Messina, Dipartimento di Civiltà antiche e moderne, organizza una campagna di scavi archeologici. L'area da indagare è quella del “Foro di Blanda” sul colle Palecastro. L'attività, con il coordinamento scientifico di Fabrizio Mollo, durerà un mese.

L'obiettivo dell'amministrazione comunale è sempre quello di valorizzare il più possibile i beni archeologici disseminati sul territorio dell'antica Blanda. In attività sul posto, già da più di dieci giorni, il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università degli Studi di Messina, concessionario per conto del Mibact, sotto la direzione scientifica del professore Fabrizio Mollo. Il professor Mollo, in riferimento alla collaborazione con il comune che ospita la campagna di scavo, precisa: «Ancora una volta in maniera encomiabile, costante e significativa, l'amministrazione ha messo a disposizione attrezzature, ospitalità e supporto logistico». Attività realizzate anche in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, nelle persone del soprintendente Mario Pagano e del funzionario responsabile, Simone Marino, affiancato da Mariangela Barbato.

“Lo scavo – ricorda il prof. Mollo - vede la partecipazione di una trentina di ricercatori (studenti, laureati, specializzati e specializzandi) provenienti dall’Università di Messina, ma anche dall’Unical e da altri Atenei italiani. Oggetto delle ricerche anche quest’anno la città di Blanda Iulia, colonia di veterani romani databile alla fine del I sec. a.C., in vita sino all’età di Alarico come importante centro amministrativo dell’area del golfo di Policastro, nato in seguito alla guerra annibalica, quando fu conquistato ai Lucani. Le indagini – aggiunge Mollo - stanno interessando anche quest’anno l’area del Foro della città romana, con una serie di saggi effettuati per cercare di meglio definire e completare gli interventi effettuati nel 2016, 2017 e 2018. Al fine di meglio comprendere la situazione planimetrica e l’evoluzione della struttura dell’abitato di Blanda è in corso l’esplorazione dell’area cosiddetta 1000, posta a ridosso del tempio cosiddetto A, con una serie di edifici appartenenti agli isolati posti a nord e a sud della plateia A, proprio a ridosso dell’ingresso al Foro». L'interesse dell'amministrazione Lamboglia è sempre alto, tant'è che negli anni si è arrivati a realizzare il parco archeologico. «Il sito di Blanda sul Palecastro di Tortora – ricorda ancora il professor Fabrizio Mollo - con le fasi enotrio-indigene, lucane e romane tra VI sec. A.C. e sino al VI sec. D.C., rappresenta uno dei più importanti insediamenti e palinsesti archeologici della Calabria per livello d’indagine, storia dell’insediamento ma anche per il mirabile connubio tra istituzioni (Università di Messina, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Comune di Tortora) che ne fa ormai un modello virtuoso di riferimento. Infine, le ricerche degli ultimi anni, hanno fortemente aumentato il contesto archeologico fruibile, in vista dell’imminente inaugurazione del parco archeologico, di recente completato».

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