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Diamante, Magorno sindaco, ieri la proclamazione

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DIAMANTE - 9 lug. - «Non vi nascondo la mia emozione nell'indossare per la terza volta la fascia tricolore. Da questo momento sono il sindaco di tutti i cittadini diamantesi; non sono il sindaco di chi mi ha eletto, ma di tutti i cittadini». Così Ernesto Magorno, nel pomeriggio di ieri al momento della proclamazione. Il senatore è nuovamente sindaco.

Lo ha definito un atto di responsabilità, dopo la morte improvvisa del precedente candidato a sindaco Ernesto Caselli che come è noto è morto pochi giorni prima delle elezioni di maggio. E così il sindaco Magorno ha una doppia responsabilità: quella di condurre la città verso lo sviluppo e quella morale di portare a compimento ciò che Ernesto Caselli avrebbe fortemente voluto. Magorno, i diamantesi, conoscono bene le idee di Caselli, quali erano i programmi che aveva avuto modo di rendere pubblici nella precedente campagna elettorale. «Sarò il sindaco che difende i diritti dei cittadini – ha detto Ernesto Magorno ieri pomeriggio, quando aveva già indossato la fascia tricolore -. Terrò da parte i privilegi: non ci sono cittadini di serie “A” e di serie “B”, ma ci sono uomini e donne che rappresentano questa grande comunità di Diamante.

Da oggi spero che si intraprenda una nuova strada, la stessa che avevo immaginato di percorrere con Ernesto Caselli. Sarebbe stato lui a dover indossare la fascia tricolore». Ernesto Magorno è stato eletto con 1.888 voti, ottenuti dalla lista “Uniti per te” contro i 1575 voti ottenuti dal candidato Marcello Pascale della lista “Cirella e Diamante #SiamoVoi”. Già dalle prime schede scrutinate la tendenza è stata sempre al rialzo. Per Magorno è stato un gesto di responsabilità: «Ho scelto per una volta – ha detto il sindaco – dopo aver avuto tanto dai cittadini di accettare di fare questa esperienza per restituire...». A questo punto la frase è stata spezzata dalla commozione nel ricordo di Ernesto Caselli. Insieme, il gruppo di maggioranza, si è recato al cimitero e subito dopo, il sindaco Magorno, si è recato in comune;: «Per occuparmi di un paese che vive l'estate e che mi auguro non sia più un'emergenza. Entrano a far parte del Consiglio comunale, per la maggioranza: Francesca Amoroso con 480 voti; Costanza Sticozzi con 407 voti; Pino Pascale con 353 voti; Antonio Cauteruccio con 333 voti; Francesco Suriano con 300 voti; Ornella Perrone con 280 voti; Francesco Bartalotta con 279 voti; Roberta Marra con 255 voti.

Per l'opposizione entrano in Consiglio comunale: il candidato a sindaco Marcello Pascale; Pierluigi Benvenuto che ha ottenuto 339 voti; Sandra Paglionico con 328 voti e Daniela Marsiglia con 320 voti. Nelle prossime ore, il sindaco Ernesto Magorno, che ben conosce le dinamiche politiche della sua città nominerà la giunta e si darà da fare per attuare il programma della sua coalizione che ha avuto modo di spiegare ai cittadini nel percorso della campagna elettorale, svolta nelle varie zone della città.

ENTRO TRENTA GIORNI RISPOSTE SUL PORTO

Trenta giorni. Sono già scattati da ieri e termineranno il prossimo 8 agosto. E' questa la scadenza, breve, che il sindaco Ernesto Magorno si era dato in campagna elettorale. Trenta giorni per cercare una soluzione alla vicenda del porto. Significa che dovrà smuovere le montagne per poter portare certezze, perché questo si attendono i cittadini elettori, sulla realizzazione del porto. «Il sindaco dovrà andare a riprendersi il porto – aveva detto Magorno neri giorni scorsi -. Il comitato ha fatto un grande lavoro, di sollecitazione, protesta; il lavoro dell'amministrazione è quello di chi ha il compito di risolvere il problema». Il sindaco Magorno aveva promesso più volte, in caso di elezione, di voler “riprendere” l'area del porto. «Io sono abituato a fare i fatti – ha detto Magorno -. Chiamerò a raccolta i sindaci del Tirreno cosentino per vincere la battaglia per il porto. Non c'è un atto amministrativo, politico, istituzionale, vero, della precedente amministrazione comunale, che abbia messo in mora con atti giudiziari, la società concessionaria e la Regione. Attorno alla questione del porto vanno inseriti i sindaci del Tirreno perché la vicenda del porto di Diamante riguarda la Calabria intera, non solo i cinquemila cittadini ed i pescatori di questa città». La questione dell'approdo turistico sfiora quasi il ridicolo. La struttura è rimasta ferma negli anni. Ed ora i cittadini, gli operatori turistici, la stessa politica attende la realizzazione dell'opera. 

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