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Belvedere, l'ineleggibilità del sindaco in tribunale a settembre

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BELVEDERE – 18 lug. - L'ineleggibilità del sindaco Vincenzo Cascini: l'aveva sollevata l'opposizione, in particolare il gruppo di Barbara Ferro, “Belvedere città futura”. Nel corso del primo consiglio comunale, dedicato, fra l'altro, alla convalida degli eletti, l'opposizione aveva prodotto una serie di questioni che avrebbero potuto condurre a situazioni di ineleggibilità del sindaco Cascini. La vicenda è finita nelle aule del tribunale. La discuterà il 18 settembre prossimo il tribunale di Paola. 

Barbara Ferro, Agnese Fiorillo, Eugenio Greco e Daniela Tribuzio, in consiglio comunale avevano posto la questione con riferimento alla posizione del sindaco Cascini quale amministratore della società proprietaria della clinica del centro storico, convenzionata con la pubblica amministrazione. Una situazione che Cascini avrebbe rimosso il 2 maggio scorso e che secondo i consiglieri di opposizione non basterebbe a sanare la condizione di ineleggibilità. Di diverso parere il sindaco Cascini e la sua maggioranza che, però, sulla questione non si è mai espresso ufficialmente. Certamente, invece, anche alla luce dell'attesa decisione del Tribunale, avrà affrontato la tematica con i suoi legali. Per alcuni esponenti della maggioranza non c'è da preoccuparsi, in quanto, l'iter seguito sarebbe corretto. I consiglieri d'opposizione basano la loro teoria sulla norma che stabilisce: “Non sono eleggibili a sindaco: ...i legali rappresentanti ed i dirigenti delle strutture convenzionate per i consigli del comune il cui territorio coincide con il territorio dell’azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionati o lo ricomprende, ovvero dei comuni che concorrono a costituire l’azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionate”. Il comma 3 dell'articolo segnalato dall'opposizione stabilisce: “che la causa di ineleggibilità prevista dal comma 1 n. 9 non ha effetto se l’interessato cessa dalle funzioni per dimissioni, trasferimento, revoca dell’incarico o del comando, collocamento in aspettativa non retribuita, non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature”. La rinuncia alla carica di amministratore della società da parte del sindaco Vincenzo Cascini, è avvenuta il 2 maggio, e secondo i consiglieri d'opposizione non sana la causa di ineleggibilità.

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