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Diamante, il porto delle 'nebbie', ma anche delle 'polemiche'

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DIAMANTE – Sul porto si è nuovamente aperto un groviglio di dichiarazioni che, inevitabilmente, portano a scontri politici fra le parti. Il sindaco Ernesto Magorno ha replicato all'ex segretario del Pds, Battista Maulicino, che ieri aveva fatto alcune precisazioni sul percorso fornendo una propria interpretazione dei fatti.

Sulla questione porto interviene anche il gruppo di opposizione “Diamante e Cirella Siamo Voi”. Ernesto Magorno si rivolge al suo ex “compagno” in modo ironico: «Ho letto quanto scritto dal titolare dell’affare porto. Dica la verità. Racconti ai cittadini di Diamante che c’era un finanziamento di due miliardi di lire per realizzare un molo d’attracco e che, invece, con la sua collaborazione, si è proceduto in un’altra direzione, cioè concordando con la Regione un bando che ha escluso completamente il comune di Diamante e ci ha condotto alla situazione attuale». Il dibattito si sviluppa su una serie di vicende che ormai fanno parte di un groviglio dal quale è difficile uscire fuori. Il concessionario, ancora tale, resta forse in attesa che la burocrazia esaurisca il suo corso per riavviare i lavori. Intanto, Magorno attacca Maulicino e afferma: «Racconti perché furono esclusi anche gli operatori locali del settore nautico, dica delle cene in cui è stata messa in campo una strategia politica per costruire quest’operazione. Oggi il titolare dell’affare porto è il portavoce di un movimento che dovrebbe chiedere a lui cosa è accaduto nel 1999. Racconti ai diamantesi dell’accordo politico che sulla realizzazione di quell’operazione portò nel Pds un consigliere comunale della maggioranza che amministrava all’epoca Diamante. Io non la condividevo e, a suo tempo, ho manifestato la mia contrarietà”. Il sindaco chiede sincerità affinché i cittadini conoscano la verità. 

L'INTERVENTO DELL'EX PDS MAULICINO

Chi lo ha definito il “porto delle nebbie”, non ha dato a caso tale definizione. L'approdo di Diamante, oltre ad essere ancora impantanato nelle maglie della burocrazia e nelle numerose situazioni complicate da risolvere, è anche oggetto di continue discussioni. Al punto tale che anche la politica ci mette lo zampino, e come spesso accade, chi in passato era alleato o amico adesso sa dall'altra parte e, così, si torna a rinvangare fatti passati, alimentando le nebbie sulla struttura. L'ultima questione nasce da una “diretta” Facebook del sindaco Magorno che ha attaccato Battista Maulicino, ex amministratore, ex “compagno” nel Pds, “rievocando una vicenda di 20 anni fa che – afferma Maulicino - non ha più alcun interesse pubblico. D'altronde, il bersaglio dell'attacco non è nemmeno un avversario politico, ma un semplice cittadino che si limita a partecipare alla vita pubblica insieme a tanti altri e che da tempo non riveste più incarichi politici o istituzionali; stupisce inoltre come il sindaco si limiti a richiamare fatti remoti senza però chiarirne i contorni, ma facendo solo allusioni e insinuazioni fumose”. I fatti citati risalgono al 1999, quando Maulicino era segretario del Partito. In quegli anni, chiarisce, Maulicino: «Prima dell'estate si spendeva un mucchio di soldi per rimettere a posto il molo dell’attracco allora esistente. Chiesi al vice-presidente della giunta regionale dell'epoca, Nicola Adamo, di trovare una soluzione definitiva per rendere sicuro l’attracco. Adamo assunse il problema e fece una proposta al Comune: quattro milioni li mette la Regione e una somma più consistente un privato, da scegliere tramite bando pubblico. L’amministrazione comunale, guidata allora da Ernesto Caselli, con in giunta Pino Pascale, Gaetano Sollazzo ed altri, fu subito d’accordo, a condizione che il Comune non avesse alcun incarico e che la Regione gestisse direttamente tutta la vicenda. La Regione avviò un bando pubblico nel quale chi intendeva partecipare doveva presentare un progetto tecnico e la relativa offerta economica. Nel frattempo, nella primavera 2000 ci fu il rinnovo dell’amministrazione regionale e il centrosinistra perse a favore di una giunta di centrodestra. Il bando venne esperito ugualmente dalla Regione e si susseguì una serie infinita di ricorsi e contro ricorsi, ma alla fine la spuntò la Icad-Diamante blu di Graziano Santoro, che vinse l'appalto. Dopo sappiamo tutti cosa è successo”.

IL GRUPPO CONSILIARE “SIAMO VOI”.

Il gruppo di minoranza che fa capo a Marcello Pascale lamenta il mancato coinvolgimento alle riunioni sulla tematica. “Riunioni – scrivono - che vanno avanti senza una parte politica, anche numericamente importante, del nostro paese che forse è quella che più di ogni altra, o addirittura l’unica, a volere realmente un porto”. L'opposizione si chiede: “Cosa ci sia di così segreto da non poter coinvolgere nella discussione la minoranza su una questione così importante, anzi vitale, per tutta l'economia del paese, non ci è dato sapere. Quello che si sa è affidato al comunicato stampa del sindaco”. L'opposizione lamenta il fatto che non si conoscono gli atti che regolano l'impegno a rendere disponibile lo specchio d'acqua ai pescatori locali. “Nulla di nuovo, le solite promesse: ...faremo ...abbiamo già organizzato ...stiamo per realizzare ...stiamo per iniziare. Tutto condito dalla reiterata promessa di far utilizzare nelle more (non si sa bene di cosa) lo specchio d’acqua ai pescatori, forse per avere poi un motivo ostativo all’inizio lavori”. Una critica dall'opposizione arriva anche a quella che definiscono la “genialata” della riunione con i sindaci del comprensorio “per discutere del problema porto che di fatto ha aperto la campagna elettorale per le prossime elezioni regionali. Altro che questione Porto di Diamante. Da questa riunione è emerso – affermano - che quella del nostro approdo è in realtà una problematica di territorio e che tale “comitato dei sindaci” si farà carico di questa ed anche di altre questioni chiave non ancora sbloccate che affliggono il nostro comprensorio. La domanda, ovviamente, nasce spontanea: a parte qualche sindaco di nuova nomina, dove sono stati negli anni passati tutti questi sindaci, ma soprattutto dove è stato e cosa ha fatto il nostro sindaco (nonché ex sindaco, deputato, senatore e segretario regionale del partito di governo nazionale e regionale) per risvegliarsi solo adesso? La questione Porto di Diamante, ma anche il problema della sanità e degli ospedali nell’alto Tirreno cosentino, la lotta alla microcriminalità, il problema salvaguardia delle oste, la lotta alla depurazione selvaggia, i rifiuti non sono proprio problematiche nate ieri. Ora si usa il pretesto del porto di Diamante, ci si incontra, si fa vetrina e si cerca di programmare gli accordi per queste Regionali. Gli amministratori di Diamante e dell'intero comprensorio forse dimenticano che i cittadini dei comuni che loro amministrano non hanno l’anello al naso e – come direbbe Totò - “ccà nisciùn è fesso!”.

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