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Scalea, interrogazione sui photored illegittimi

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SCALEA – 30 ott. - L'Anas ha intimato all'amministrazione comunale di Scalea la rimozione dei Photored semaforici. I consiglieri, Mauro Campilongo e Giuseppe Bono, hanno presentato una interrogazione al sindaco nella quale chiedono: “Perché prima di porre in essere i Photored il Comune non si è dotato delle autorizzazioni necessarie ovvero perché non ha controllato che la società incaricata, la Tec S.r.l., lo avesse fatto? Perchè il sindaco non ha inteso adempiere a quanto imposto dal verbale Anas n. 9732 del ventuno luglio 2012 ossia di rimuovere i manufatti segnaletici per il rilevamento delle infrazioni al Codice della strada (Photored), per come anche consigliato dallo stesso Ufficio legale interno dell’Ente.

Se il sindaco è a conoscenza che, per questo motivo, le sanzioni eventualmente irrogate sono e saranno tutte illegittime ed il Comune rischia anche di essere condannato alle spese di lite per ogni infrazione contestata dagli automobilisti davanti al Giudice di Pace”. Dal mese di settembre è stato ripristinato, dopo tantissimi anni, l’uso dei semafori nei pressi della villa comunale, posti sulla SS 18 all’ingresso nord di Scalea. “Tale ripristino – fanno presente i consiglieri di opposizione - spacciato per una necessità legata alla sicurezza stradale, si è accompagnato da subito all’uso di apparecchiature, tipo “Photored”, finalizzate all’accertamento di infrazioni al Codoce della strada”. Campilongo e Bono sottolineano: “che è subito apparso di tutta evidenza che l’obiettivo non fosse la sicurezza stradale, tra l’altro aggravata, proprio a causa dell’uso dei semafori, quanto piuttosto la illegittima ricerca di far cassa a tutti i costi ed a scapito degli automobilisti, soprattutto scaleoti abituati da anni al disuso di quegli impianti semaforici; - che l’espressione sopra utilizzata, ossia “illegittima ricerca di far cassa” non è affatto casuale, in quanto è la stessa Anas a definire “illegittimi” quei Photored con il verbale n. 9732 del 21/07/2012, con cui l’Anas, oltre a sanzionare il Comune 798 euro per aver realizzato dei manufatti in assenza di autorizzazioni, lo ha obbligato alla rimozione immediata dell’opera abusiva. Ad oggi detta rimozione non è avvenuta e, anzi, la Giunta Comunale ha adito il Giudice di Pace per contestare il verbale sopra indicato, previa acquisizione di un parere legale dell‘Ufficio interno del Comune.

L'Ufficio Legale del Comune in data 6/9/12 – scrivono nell'interrogazione - ha messo per iscritto le seguenti circostanze: a) “…Non risultano elementi di fatto dai quali trarre argomentazioni giuridiche valide per una opposizione”; b) “…Ritengo opportuno che il Comando Polizia Locale verifichi la possibilità di chiedere ed ottenere l’autorizzazione mancante, onde evitare la demolizione dell’opera…” c) “Ove si debba giungere a tanto è opportuna l’esecuzione spontanea nel termine assegnato per evitare le conseguenze previste dall’art. 211 C.d.S.”. Nonostante la perentorietà e la chiarezza di detto parere, la Giunta ha comunque ritenuto di impugnare davanti al Giudice di Pace il verbale Anas, senza invece ottemperare ad esso”.

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