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Scalea, Palazzo Spinelli: interviene il Cimalonga

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SCALEA – 11 apr. - Il problema dei lavori fermi al Palazzo Spinelli, la struttura ai piedi del centro storico di Scalea, torna sul tavolo della discussione. E' stato sollevato già nei giorni scorsi da alcuni cittadini che hanno organizzato una sorta di unione con l'associazione Cerillae con l'intento di salvaguardare l'intero patrimonio storico e artistico dell'alto Tirreno. Ora è Ercole Serra, presidente del Comitato Cimalonga ad intervenire.

«Più volte ed in più occasioni, mi sono attivato per segnalare le condizioni di degrado in cui è “precipitato” questo millenario maniero (XIII sec.). Ho sempre manifestato le mie preoccupazioni e perplessità sul destino di questo bene culturale che, invero, merita rispetto e dignità quale testimone maestoso del nostro millenario passato». I cittadini hanno sollevato la questione legata alla realizzazione dei lavori. Ciò che fa discutere è la pavimentazione totale in cemento del giardino all'interno del palazzo. Ma Serra ricorda che già nel lontano 1964 sul settimanale “Cronaca”, aveva segnalato: “il potenziale pericolo di degrado e deturpazione in cui poteva incorrere”. «I miei timori, non erano infondati – scrive Serra - e basta passeggiare per via Michele Bianchi e rendersi conto, “ammirando” le costruzioni che fanno “bella” mostra ed accerchiano l’antico maniero. Non intendo soffermarmi sulla storia del Palazzo del Principi, ma vorrei ricordare che esso fu acquistato dal Comune di Scalea nel 1990, Amministrazione “La Campana” la quale si prodigò per il primo intervento di restauro conservativo e di ristrutturazione statica che fu, sì, avviato, ma poi rimasto incompiuto per circa vent’anni senza conoscerne le motivazioni».

Ora il palazzo, come abbiamo ricordato nei giorni scorsi, ha ottenuto un finanziamento di un milione e 300mila euro. «Il secondo cantiere – scrive Ercole Serra - è stato aperto qualche anno fa con un finanziamento cospicuo, ma dopo pochi mesi i lavori sono stati sospesi. Dovevano riprendere alla fine dell’estate scorsa, ma invano. Al momento questo cantiere rimane ancora fermo senza conoscerne i motivi. Ho sempre chiesto alle Amministrazioni comunali pro-tempore di informare i cittadini sulla situazione stagnante in cui si trovano i lavori di restauro del nostro più rappresentativo monumento storico, ma mi sono sempre trovato di fronte ad un inspiegabile ed ostinato silenzio. Devo, ancora, constatare che quasi l’intera opinione pubblica scaleota, mai si è preoccupata vibratamente del nostri beni storici ed ambientali, tant’è che siamo sempre pochi i cittadini, sensibili a questa tematica, ad occuparci della sorte del Palazzo dei Principi dove, fra le altre opere di restauro rimaste sospese, continuano a sfarinarsi i maestosi affreschi nel salone letterario del seicento. Ben venga, quindi, la collaborazione di varie Associazione territoriali per salvare l’intero patrimonio storico, archeologico, artistico ed ambientale, non soltanto di Scalea, ma di tutti i centri dell’alto Tirreno cosentino, ma bisogna stare in rete con fatti e meno convegni. Concludo – scrive infine Serra - convinto che con il silenzio non si va da nessuna parte e chiedendomi se esso, forse, sia “figlio” dell’indolenza, arroganza, assolutismo e scarso amore verso le testimonianze della nostra storia e delle nostre antiche civiltà che affondano le proprie radici nei primi insediamenti umani dell’antica terra del Paleolitico e dell'Enotria».

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